La cronaca ci riporta tristemente alla violenza inferta ai bambini. Ora è facile cadere nella trappola della campagna di turno, come è stata fatta per l’ecstasy, i sassi dai cavalcavia ecc..E’ semplice trovare le soluzioni a parole. La maggioranza di chi legge, guarda la tv, in questi giorni esprime opinioni unanimi: è un’indecenza, è uno scandalo, bisogna fermarli. Quasi tutti concordano che se fosse successo al proprio figlio, ammazzerebbero di persona il pedofilo. Molti non contemplano nemmeno la possibilità che una qualsiasi forma di abuso o di violenza possa capitare ai propri figli. In questo caso, comunque, le loro risposte sarebbero dichiaratamente drastiche, e sicuramente di denuncia, senza ombra di dubbio. Forse però si dovrebbero fare alcune riflessioni: vi siete mai chiesti se questi personaggi fossero identificati nel vostro vicino di casa, nel vostro parente, di sangue o acquisito, nel vostro marito, nel vostro amico di famiglia, che cosa fareste? Se il pedofilo in questione fosse un vostro collega, un vicino, un parente a mangiare alla vostra stessa tavola, in matrimoni di famiglia, voi cosa fareste? Se tutti voi foste a conoscenza degli abusi inferti ad una vostra piccola parente da parte sempre di un vostro parente, avreste gli stessi intenti? Provate a cancellare quell’idea di mostro che vi propinano i mass-media, e per un’attimo sostituitela con il volto di un vostro conoscente, amico, vicino, parente. Non ce la fate eh? Anch’io mi ero abituato a quell’idea del lupo cattivo, del mostro cresciuto in ambienti degradati, magari anche disoccupato, disadattato, emarginato. Purtroppo ho pagato care queste false convinzioni e la mia fiducia verso le persone perbene è stata vigliaccamente tradita da un parente che ha abusato di mia figlia. Ma queste sono cose che capitano tutti i giorni, come il fatto che gli stessi parenti siano tutti dalla tua parte, ma che poi in concreto non se la sentano di prendere apertamente la tua parte. In fin dei conti siamo tutti fratelli ed in virtù dell’italianissimo “volemosse bene”anche chi ha sbagliato o convive con il pedofilo ha bisogno di comprensione. E così piano piano si spostano i paletti morali della liceità, dove il confine tra il bene ed il male sfuma fino a diventare invisibile. Giorno dopo giorno, passati i momenti dell’eroiche battute sulle soluzioni assolute, sulle regole morali, cristiane, umane, si cominciano ad assumere atteggiamenti compromissori, incerti, ipocritamente perbenisti per il buon nome della famiglia, fino a diventare ideologicamente un accordo che gli uomini stabiliscono tra di loro: la regola morale in questo caso si stabilisce di volta in volta, secondo opportunità, convenienza o utilità. E si, poiché quando il pedofilo è un’estraneo si adottino le misure repressive estreme, ma quando questo è uno di famiglia il codice morale di queste persone viene cambiato, e pesato con diversa misura. Dante colloca nell’inferno Semiramide per il fatto: “che libito fè licito in sua legge” fece con propria norma diventare legale e lecito ciò che si conformava al suo piacere. Cristo non ha avuto espressioni migliori per quelle persone che scandalizzano i suoi piccoli. Non c’è nei vangeli un peccato più grande di quello commesso da questi degenerati tanto da meritare una macina al collo con relativo tuffo nel più profondo dei mari.

Per i pedofili quindi, per me che sono credente, il tribunale divino sarà l’unico che darà giustizia a tutti quei piccoli abusati, violentati, uccisi. Ma per la nostra società, per il convivere civile, come faremo a debellare queste assurde convinzioni di individualismo, utilitarismo, relativismo etico?

Che valori diamo ai nostri figli? Credo che molto più delle belle parole, contino i fatti. Come per l’ecstasy, i disagi adolescenziali, valgano le scelte giuste al momento giusto. Quindi, per favore, smettiamola di dirci convinti di quel che diciamo, ma mettiamoci a fare ciò che diciamo, sempre, anche quando si tratta di un nostro parente. Mia figlia continua a subire queste sottili ed invisibili violenze psicologiche, fatte da chi non si schiera, chi non prende parte, chi non fa alcuna battaglia perché bisogna vivere in pace. Purtroppo ai nostri figli possiamo dare pochi ideali in cui credere, ma almeno questi viviamoli sulla nostra pelle e non solo a parole, con conseguenti prese di posizione, aperte, sincere, giuste. Dove il bene è bene ed il male è male. Io la mia parte la ho fatta, dicendo sempre la verità, denunciando il caso, comportandomi civilmente, aiutando mia figlia a costo di tutto e contro tutti. Io non cambio la mia giacca ad ogni occasione ed anche se non fosse stata mia figlia la vittima, conosciuti i fatti, la denuncia l’avrei fatta comunque, anche se l’abusante fosse stato un fratello, anzi a maggior ragione. Il pedofilo, ovviamente, non lo comprenderò mai, ma ancora meno capisco certi silenzi poiché come diceva Martin Luther King :” non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste”.