Il Giornale di Vicenza
Venerdì 05 Ottobre 2001
Caro direttore, ....
Caro direttore, ho letto ieri la lettera di S.o.s. Infanzia, associazione che non conoscevo ma che, grazie a questo quotidiano, ho avuto il piacere di valutare ed apprezzare in tutti i meriti. Per essere sincera, dall’11 settembre, avevo pensato che probabilmente il problema pedofilia era scomparso. Forse, pensavo, i pedofili e loro colleghi, si erano tutti "redenti". Ma poi, leggendo quanto sta scritto nel sito di questa associazione (www.sosinfanzia.net), ho notato che, anche se quasi tutti i quotidiani non ne parlano, i pedofili ci sono ancora. Che vengono abusati, maltrattati, violentati bambini in tutto il mondo, tutti i giorni. Ho letto che ci sono stati "migliaia" di bambini violentati in Kenya nel 1997, durante le lotte tribali; che in America vengono abusati 400.000 bambini ogni anno, che in Italia non esistono stime precise, ma quelle ufficiali (Telefono Azzurro) parlano di 50.000 bambini, stimati ogni anno, che a Ginevra nel 1995 da un sondaggio è emerso che su 1000 studenti, 300 hanno dichiarato, in un sondaggio anonimo, di aver subito violenza sessuale nell’infanzia che i talebani, rigorosamente religiosi ed attenti alle loro norme, vivono anche di pedofilia; che in Romania i nostri bravi concittadini comprano i bambini per diecimila lire, e che non esiste un solo turista condannato per turismo sessuale, nonostante le severissime leggi. Ma allora mi sto chiedendo: non si dichiara guerra a questo olocausto di vittime innocenti, solo perché non influenzano la borsa? Non è anche questo un male invisibile, un crimine contro l’umanità, un genocidio? Si sa, a Wall Street non gliene frega niente dei bambini. Ma probabilmente non gliene importa nulla neanche ai politici, i piccoli non votano. Quello che però mi dispiace, è che non importi ai genitori, ai cittadini, ai lettori. Perché, come dice bene lei, egregio direttore, se trasmissioni come "Il Grande Fratello" hanno dieci milioni di audience, significa che è questo che la gente vuole vedere. Mi rammarica constatare come siamo caduti in basso! Continuando a deresponsabilizzarsi, si arriva anche ad ignorare la responsabilità che abbiamo verso i nostri figli. Fino a quando? Chi scrive, quarantenne, abusata dal caro zietto di famiglia quando aveva cinque anni fino ai dodici, credeva che l’ipocrisia familiare facesse parte di retaggi del passato. Speravo che i bambini di oggi godessero di maggiore attenzione, ascolto, solidarietà. Mi illudevo che non esistessero più parenti, capaci di isolare e violentare psicologicamente chi trova il coraggio di denunciare. Questo è successo pure a me, ma sono passati trent’anni, diamine. Mi rendo conto che a tutt’oggi di gente che se ne frega è pieno il mondo, tranne quando viene ammazzata qualche piccola innocente, tutti pronti in quel caso a gridare alla gogna. Ipocriti! Credete, voi che ve ne fregate, che la storia non toccherà mai a voi, ai vostri figli, o nipoti? Credete dall’alto della vostra arroganza di essere immuni dal male? Pensate forse che basti essere vigili? Poveri illusi! Non conoscete l’arguzia, la malefica strategia, di questi pedofili. Ve la fanno sotto il naso e non vi accorgete di nulla. Lo so, vorrei che il mondo intero odiasse questi maledetti esseri umani, con la stessa intensità con cui io non ho smesso di odiarli, neanche per un giorno. Ma visto che molti hanno la fortuna di non essere stati contagiati da questo male, che cosa fanno? Ne parlano solo quando muore qualcuno? Salvo poi dimenticarsene, fino alla prossima vittima, e comunque basta che il pedofilo non sia "di famiglia", altrimenti meglio "lavare i panni sporchi in casa", e costringere i bambini a stare zitti, tanto poi dimentichiamo. Ma noi, non dimentichiamo. Come non ho dimenticato io, né il pedofilo, né quelli che continuano a frequentarlo, come se nulla fosse, mangiando assieme, tutti felici e contenti, offendendo continuamente la mia dignità, e quella di tutti i bambini violati di questo mondo. I bambini non fanno azioni da kamikaze, ma crescono, e saranno lo specchio della vostra coscienza, delle vostre scelte, anzi delle vostre scelte non fatte, per comodità, per vigliaccheria. Grazie a S.o.S. infanzia, e grazie a lei direttore, per dare uno spiraglio di luce a chi è tenuto al buio dall’arroganza dei "grandi". lettera firmata
Risponde il direttore:
-------------- Cara lettrice, mai come in questa occasione è doveroso rispettare la sua richiesta di anonimato. Lei ha compiuto, comunque, un gesto di coraggio denunciando la sua vicenda, pur se sono passati tanti anni. E facendoci riflettere su un particolare: un bambino che ha subito abusi diventerà un adulto che non dimentica, che rimane, per tutta la vita un "violentato". I piccoli che subiscono violenze, nel mondo, sono moltissimi. Si tende a vivere privatamente, nelle famiglia, questi drammi, per la vergogna. Ecco il motivo profondo per cui non c’è un costante movimento di opinione se non in occasione di efferati delitti. L’unico consiglio che le posso dare, però, è quello di non mettere in competizione il suo dramma con altre tragedie. Dovremmo rallegrarci sempre, e tutti, quando un male, qualunque tipo di male, viene estirpato dal mondo. Salvo cominciare, un minuto dopo, la battaglia contro il male successivo.