LE LETTERE DEI LETTORI
Il Giornale di Vicenza
Lunedì 08 Ottobre 2001

Caro direttore, ....

Caro direttore, io sono tra coloro che al mattino leggono il giornale partendo dall’ultima pagina. Le posso assicurare che siamo in molte, conosciute direttamente, che si identificano in alcuni, coraggiosi ed esemplari, lettori o lettrici, che scrivono a questo quotidiano. Per me è la prima volta, ma volevo dire grazie a quanti trovano il coraggio di esporre la loro opinione pubblicamente. In particolare vorrei giungesse il mio ringraziamento a quei genitori, donne, vittime, associazioni, che scrivono in merito agli abusi sui minori. È una piccola soddisfazione, forse una consolazione da poco, ma che ripaga dai tanti torti subiti, umiliazioni, soprusi, infamie. Molti di quelli che hanno scritto, rivendicano il diritto di chi è stato violato nella sua innocenza, a vedere riconosciuta la verità. Verità nascosta, a volte con ulteriore violenza, quasi sempre dagli stessi parenti. Personalmente, molti anni fa, ho vissuto una storia simile, e con il tempo ho capito che solo chi è passato attraverso questo calvario può capire le sofferenze patite. E credo, senza presunzione, di poter dire che in questo quotidiano, da due anni a questa parte, di persone vere, oneste, e che conoscono da vicino il problema, quindi competenti, hanno scritto parecchie volte. Ma, mi creda, ogni volta per me, e per molte altre vittime, è una piccola vittoria. Vittorie che riscattano la nostra dignità più volte violentata dall’arroganza di questi piccoli ignobili nani da giardino. Chi sono i nani da giardino? Io chiamo così quelle persone, che si nascondono in doppiopetto, si mascherano, indossano divise per ogni occasione, per nascondere la loro insicurezza, la loro pigrizia, la loro paura ad affrontare i problemi. Sono quelli che si sentono a posto, perché vanno a messa la domenica, pagano le tasse e fanno un lavoro rispettabile. Sono quelli che, per non far torto a nessuno, vanno d’accordo con tutti anche con i pedofili, non litigano mai, in pubblico, ma che poi maltrattano i figli, le moglie, imponendo in famiglia un’ordine militare, con la forza. Sono quelli che partecipano a cene imbarazzanti, con personaggi discutibili, perché "si deve fare", per dare quella parvenza di "buona famiglia", nonostante tutto. Come diceva una canzone di Vecchioni: "E se hai le mani sporche, che importa, tienile chiuse nessuno lo vedrà...". Grazie ancora, grazie a lei direttore che dà spazio a queste poche righe, grazie ai suoi lettori e lettrici che scrivono denunciando l’ipocrisia delle famiglie, perché ogni volta mi regalate una rivincita, in questa guerra contro il male, quello più odioso che c’è al mondo, quello contro i bambini. Lettera firmata


_______ Cara lettrice, per evidenti motivi, anche nel suo caso rispetto la volontà dell’anonimato. È già la seconda lettrice che scrive, nel breve volgere di pochi giorni, denunciando le violenze sui minori. Io capisco il suo sfogo. Mi permetto solo di darle un consiglio: non generalizzi, non pensi che nel mondo esiste solo il male. Accanto a famiglie dove le violenze esistono, ne esistono molte altre, la maggioranza, dove invece queste cose non succedono, che vivono nell’armonia e nel rispetto. Lei deve sì continuare nella sua battaglia, come fanno le benemerite associazioni, ma evitare che il livore le faccia vedere tutto nero e aprirsi al sorriso. Solo così potrà superare gli choc subiti.