Caro direttore, ....
Caro direttore, io sono tra
coloro che al mattino leggono il giornale partendo dall’ultima pagina. Le
posso assicurare che siamo in molte, conosciute direttamente, che si
identificano in alcuni, coraggiosi ed esemplari, lettori o lettrici, che
scrivono a questo quotidiano. Per me è la prima volta, ma volevo dire grazie a
quanti trovano il coraggio di esporre la loro opinione pubblicamente. In
particolare vorrei giungesse il mio ringraziamento a quei genitori, donne,
vittime, associazioni, che scrivono in merito agli abusi sui minori. È una
piccola soddisfazione, forse una consolazione da poco, ma che ripaga dai tanti
torti subiti, umiliazioni, soprusi, infamie. Molti di quelli che hanno scritto,
rivendicano il diritto di chi è stato violato nella sua innocenza, a vedere
riconosciuta la verità. Verità nascosta, a volte con ulteriore violenza, quasi
sempre dagli stessi parenti. Personalmente, molti anni fa, ho vissuto una storia
simile, e con il tempo ho capito che solo chi è passato attraverso questo
calvario può capire le sofferenze patite. E credo, senza presunzione, di poter
dire che in questo quotidiano, da due anni a questa parte, di persone vere,
oneste, e che conoscono da vicino il problema, quindi competenti, hanno scritto
parecchie volte. Ma, mi creda, ogni volta per me, e per molte altre vittime, è
una piccola vittoria. Vittorie che riscattano la nostra dignità più volte
violentata dall’arroganza di questi piccoli ignobili nani da giardino. Chi
sono i nani da giardino? Io chiamo così quelle persone, che si nascondono in
doppiopetto, si mascherano, indossano divise per ogni occasione, per nascondere
la loro insicurezza, la loro pigrizia, la loro paura ad affrontare i problemi.
Sono quelli che si sentono a posto, perché vanno a messa la domenica, pagano le
tasse e fanno un lavoro rispettabile. Sono quelli che, per non far torto a
nessuno, vanno d’accordo con tutti anche con i pedofili, non litigano mai, in
pubblico, ma che poi maltrattano i figli, le moglie, imponendo in famiglia
un’ordine militare, con la forza. Sono quelli che partecipano a cene
imbarazzanti, con personaggi discutibili, perché "si deve fare", per
dare quella parvenza di "buona famiglia", nonostante tutto. Come
diceva una canzone di Vecchioni: "E se hai le mani sporche, che importa,
tienile chiuse nessuno lo vedrà...". Grazie ancora, grazie a lei direttore
che dà spazio a queste poche righe, grazie ai suoi lettori e lettrici che
scrivono denunciando l’ipocrisia delle famiglie, perché ogni volta mi
regalate una rivincita, in questa guerra contro il male, quello più odioso che
c’è al mondo, quello contro i bambini. Lettera firmata
_______ Cara lettrice, per evidenti motivi, anche nel suo caso rispetto la
volontà dell’anonimato. È già la seconda lettrice che scrive, nel breve
volgere di pochi giorni, denunciando le violenze sui minori. Io capisco il suo
sfogo. Mi permetto solo di darle un consiglio: non generalizzi, non pensi che
nel mondo esiste solo il male. Accanto a famiglie dove le violenze esistono, ne
esistono molte altre, la maggioranza, dove invece queste cose non succedono, che
vivono nell’armonia e nel rispetto. Lei deve sì continuare nella sua
battaglia, come fanno le benemerite associazioni, ma evitare che il livore le
faccia vedere tutto nero e aprirsi al sorriso. Solo così potrà superare gli
choc subiti.