Il Giornale di Vicenza 28/10/2002

Violenza. «Dal momento della sua condanna ho avuto tutti contro» «Ho denunciato il parente pedofilo ma così mi sono rovinato la vita»

La mia vita cambia circa 5 anni fa, quando scopro che mia figlia è stata violentata da un parente, da quando aveva 6 anni. Faccio un passo avanti, saltando tutti particolari, dicendo solamente che il pedofilo è stato condannato, su mia denuncia. Da quel momento però ho avuto tutti contro: ho perso la famiglia d'origine, ho dilapidato quel poco che ero riuscito a mettere da parte, dopo tanto lavoro, per il futuro dei miei figli. Sono entrato in depressione ed ho speso tutto in terapie, e per mantenere la famiglia mentre non ho guadagnato nulla per 3 anni a causa del mio disastro psicologico. Sto vendendo l'appartamento che con fatica avevo quasi terminato di pagare, con un mutuo decennale, perchè le banche mi hanno "chiuso i rubinetti". Ho avuto diversi problemi fisici ed ora mi ritrovo ad una larva umana, trascinando con me chi mi vuole bene e mi ha sempre sostenuto, mia moglie e miei figli. La causa? Di certo non il pedofilo, che considero l'essere umano più infimo che esista al mondo. Ma questo non merita nemmeno una riga di considerazione. Non è nessuno. Nel mio caso i guai sono stati causati proprio dalla mia famiglia d'origine, che si vergognava di me, dello scandalo che avevo causato denunciando uno di famiglia. Volevano che tenessi tutto nascosto, perchè ne andava della loro bella faccia, delle loro carriere professionali. Scoprii dopo, a seguito di investigazioni private, che lo stesso pedofilo aveva in passato abusato di altre bambine, che era stato allontanato da diversi posti di lavoro per questo motivo. Tutti avevano taciuto. Tutti avevano pensato come questi scellerati che nascondere la testa sotto la sabbia era l'unico modo per salvare la loro immagine. Io ho rotto questa catena di omertà, perchè ho pensato che oltre a salvare mia figlia, in questo modo, avrei salvato anche altre piccole potenziali vittime. Se io avessi trovato una persona come me, probabilmente mia figlia si sarebbe salvata. Invece porterà per tutta la vita i ricordi di quel perverso che le ha rovinato l'infanzia. Ma sulle coscienze dei miei familiari peserà la colpa di ciò che hanno causato dopo, con il loro comportamento egoistico. Ho cambiato città, ho trovato altri amici, altri fratelli, perchè ritengo un fratello non chi all'anagrafe risulta tale (questi per me non esistono più), ma chi ti è vicino quando soffri, chi ti aiuta, chi ti è più prossimo di tutti. Basti pensare che dopo la condanna del pedofilo, loro, i fratellini cari, hanno continuato a frequentare le classiche feste di famiglia, i matrimoni, tutti assieme, tutto come se nulla fosse successo, tutti seduti allo stesso tavolo, tutti felici e contenti assieme al pedofilo e ai suoi "amici di merenda". Queste per me, ma prima di tutto per mia figlia, sono state le offese morali peggiori forse dell'abuso stesso. Le violenze psicologiche hanno inflitto a noi un danno così grave che ci portiamo ancora oggi i segni appresso. Alla resa dei conti, il pedofilo non ha fatto un giorno di galera, la normativa vigente prevede il patteggiamento anche per reati gravissimi come la violenza sui minori. Quella manciata di milioni del risarcimento l'abbiamo data in beneficenza. Chi ha denunciato ha perso tutto, mentre il mondo continua ad andare avanti con la sua cieca visione di adulti insensibili. I pedofili vivono tra le cosiddette persone normali e le vittime sono costrette a cambiare radicalmente la loro vita. Le denunce per abusi sono forse in calo? E chi legge questa lettera, e si trovasse nelle mie condizioni di 5 anni fa, perchè mai dovrebbe denunciare? In fin dei conti cosa ci ho guadagnato? Ne valeva la pena? lettera firmata