Dal Giornale di Vicenza 15/05/2001
«Ho sventato il rapimento di mia figlia grazie alla prontezza con cui mi sono messa a gridare ed a rincorrere la sconosciuta che la stava portando via. È stata un’esperienza traumatica. Ora ho il terrore di entrare nei pubblici esercizi. È giusto che la gente sappia i pericoli che corrono i nostri bambini e che prenda tutte le precauzioni necessarie». Non è la scena tratta dal copione di un film dell’horror e tantomeno un capitolo di un romanzo giallo. È la testimonianza di una mamma che abita a Cusinati di Rosà e che, per ovvii motivi di riservatezza, visto che c’è di mezzo una minorenne, non citeremo.
L’episodio si è verificato nei giorni scorsi, all’interno della rivendita di "Oma Calzature" in via Garibaldi 59, lungo la statale Castellana a Rosà.
«Verso le 17 - continua la testimonianza della donna - ho raggiunto il negozio con la piccola di due anni. L’ho messa giù un momento per prendere dagli scaffali un paio di scarpine che dovevo farle indossare. Quando mi sono girata non ho più visto mia figlia. L’ho sentita gridare - continua la testimonianza agghiacciante della mamma - e l’ho vista fra le braccia di una donna, bionda, vestita bene, età di circa 35 anni, che stava salendo la scala mobile. Mi sono messa a gridare, nella speranza che la sconosciuta si fermasse. Non c’è stato nulla da fare. La donna è salita al primo piano e quindi è discesa per la scala fissa cercando di guadagnare l’uscita. Visto come stavano andando le cose, mi sono messa a correre all’impazzata prima lungo la scala mobile e quindi imboccando quella fissa della discesa. Nonostante che gridassi a squarciagola, la sconosciuta faceva finta di nulla. Si comportava come se quella fosse sua figlia. Non ha battuto ciglio, non ha mai aperto bocca. Quando sono riuscita ad agguantarla, visto che non ce l’avrebbe fatta a lasciare il negozio, mi ha scaraventato la figlia che sono riuscita a prendere al volo, prima che cadesse per terra. Quindi, senza mai aprire bocca, la sconosciuta ha abbandonato il negozio di scarpe. Per me è stata un’esperienza terribile ma che, nello stesso tempo, dovrebbe servire da esempio agli altri. Nei negozi e nei supermercati girano ladri di bambini ed un attimo di distrazione potrebbe essere fatale».
Stando ad altre voci, all’esterno del negozio era in attesa un’auto guidata da un complice, sulla quale la donna è salita e si è dileguata. «Non ho fatto attenzione a questo particolare - precisa la mamma di Cusinati - in quanto ero sotto choc. Ogni cura era dedicata a mia figlia, sconvolta da quell’esperienza». Ha assistito alla scena anche una religiosa che si trovava in quel momento nel negozio e che si è congratulata con me per lo scampato pericolo».
La notizia si è diffusa in paese ed è diventata argomento di commenti allarmanti. Si tratta di un gesto solitario scaturito dalla mente malata di una donna che improvvisamente si è invaghita di una bambina di due anni oppure, e questo sarebbe molto grave, in zona sarebbe giunto un gruppo di delinquenti per rapire bambini da mettere in vendita, con destinazione il mercato del trapianto degli organi o l’avvio alla delinquenza nel contesto di una vita nomade?
La delinquenza, ultimamente, a Rosà, sembra aver ripreso fiato. Sempre la scorsa settimana una donna che stava ritornando in ciclomotore dalla Posta dove aveva riscosso la pensione del marito, è stata bloccata in pieno giorno, buttata a terra ed alleggerita dei soldi. Per l’ordine pubblico, in paese, l’emergenza continua.
Mario Baggio