Mercoledì 24 Gennaio 2001 Abusi, «per i bambini è sempre difficile ottenere protezione»
Caro direttore,
abbiamo letto la lettera di Anna sul Giornale di Vicenza del 17 gennaio scorso, dove racconta la sua grande sofferenza di bambina abusata che, pur avendo rivelato a molti adulti, compresa la madre, abuso subito, non è mai riuscita a ottenere da loro quell’ascolto e quell’aiuto dei quali aveva bisogno e ai quali aveva diritto. La lettera di Anna e le altre lettere recentemente pubblicate scritte da donne adulte che hanno subito nell’ infanzia il trauma dell’abuso sessuale, sono la testimonianza di come, più ancora che l’abuso stesso, siano dolorosi per i bambini il non riconoscimento e la solitudine da parte degli adulti che li circondano, e di come il tempo che passa, ritenuto dai più il rimedio universale di tutti i mali, non riesca a sanare le ferite.Ovunque in Italia stanno nascendo gruppi di adulti che sono stai bambini abusati che si ritrovano per condividere oggi la loro dolorosa esperienza, per parlarne finalmente, per trovare sostegno e comprensione per cercare di conquistare una serenità perduta tanti anni rima. L’emersione del fenomeno dell’abuso sessuale sui bambini, i dibattiti sui mezzi di comunicazione, le ormai quotidiane notizie di cronaca che riguardano indagini e processi a carico di abusanti, hanno avuto il merito di dare il coraggio a tante vittime sconosciute di uscire allo scoperto e di porre fine alla loro solitudine.Ma nonostante il gran parlare di diritti dei bambini e di maltrattamenti e musi, continua ad essere molto difficile ed incerto per i bambini abusati ottenere credito, protezione efficace, soste o, in particolare per quei bambini la cui incolumità fisica, e soprattutto psichica, viene compromessa dai propri stessi genitori. I bambini abusati incontrano tuttora troppo spesso adulti distratti o impauriti o incompetenti, comunque indisponibili ad entrare in comunicazione con loro per accogliere e condividere il loro pesante fardello e per attivarsi per la loro protezione: insegnanti sordi ai segnali di sofferenza, operatori sociali impreparati improvvisati esperti di abuso, giudici minori per i quali il bambino continua ad essere un’ap endice di genitori il cui clamore (e quello dei loro legali) di protesta per 1 intervento di estranei nella privatezza della loro famiglia e la negazione sistematica di ogni loro responsabilità, prevalgono troppo spesso sulla voce debole di bambini sempre più invisibili.I pochissimi servizi esistenti in Italia dotati di una seria competenza nel campo del maltrattamento e dell’abuso in danno dei bambini, attraversano momenti di grande difficoltà: gli operatori, come le piccole vittime che cercano di aiutare, sono sempre più spesso oggetto di attacchi violenti (denunce, intimidazioni, squalifiche, ecc.) strategia, questa, utile ad aprire la strada per una successiva “normalizzazione” di quei servizi che troppo fastidio danno agli adulti abusanti, ma anche a tutti quegli che continuano a considerare il bambino non una persona, ma un oggetto il cui sfruttamento è in fin dei conti lecito o quanto meno tollerabile, specialmente se avviene all’interno della fam ia (basti pensare al trasferimento del PM Ormanni di Napoli e allea chiusura di Telefono Arcobaleno di Avola a seguito dell’inchiesta sui pedofili via Internet, ai recenti attacchi al PM Forno del Tribunale di Milano e ad alcuni operatori del Centro Bambino Maltrattato, sempre di Milano, alla accanita campagna diffamatoria condotta di recente contro un servizio di Modena che aveva denunciato alcuni casi di violenze contro i bambini, è altri esempi si potrebbero citare).Mentre una parte del mondo adulto sta dunque reagendo in modo apertamente aggressivo contro chi opera per la difesa e il rispetto dei diritti dei bambini un’ala parte invece utilizza l’ipocrisia e 1 imbroglio laddove continua a declamare i diritti dei bambini che poi di fatto trasforma in diritti di carta a provando nuove leggi che mirano in realtà a rafforzare potere degli adulti sui bambini.Ecco dunque come sia importante la voce di Anna, di Teresa, di tutte le ex‑bambina abusate e degli ex‑bambini abusati (sono moltissimi anche loro) che diventati adulti, hanno saputo conservare memoria delle sofferenze patite non avendole rimosse o negate, e che sentono oggi (esigenza di raccontare con voce di adulti voce per ciò stesso più forte e più credibile, le loro storie, per dare così finalmente voce ai bambini che sono stati. Ma è importante anche che queste voci dei bambini abusati di ieri, oltre che a costituire testimonianze preziose della realtà dell’abuso e del bisogno di ascolto bei bambini; si affianchino, per rinforzarle a quelle dei bambini abusati di oggi, per pretendere per loro ora quel rispetto e quella considerazione che a loro sono stati negatiCome sempre accade per le persone deboli, esse devono far conto soprattutto su loro stesse per la conquista e la difesa dei propri diritti. La voce dei bambini abusati è anche oggi, nel terzo millennio, una voce molto debole e da sola non ce la farà mai. Potrà però diventare molto più forte se ad essa si aggiungerà otre a quella degli adulti che hanno scelto di stare stalla arte dei bambini, anche la voce degli adulti che sono stati bambini abusati.
Liliana Carollo e Gabriella Cappellaro Associazione F.I.A.B.A. di Vicenza