Il Gazzettino

Forum Pedofilia Aumentano i casi nel Veneto

È là dove nulla turba il loro porgersi, il loro affidarsi, è in quel terreno di confidenza e fedeltà che li lega alle persone che amano o che semplicemente conoscono per averle viste da quando sono nati, che si annida la pedofilia. Non ci sono dubbi purtroppo nei dati di Telefono Azzurro portati ieri dal responsabile del centro studi Vittorio Rizzoli, al Forum nazionale sul tema aperto alla Fornace Carotta. I bambini subiscono abusi sessuali nel 54 per cento dei casi dai propri famigliari più stretti, dai parenti e dai conoscenti fino al 90 per cento. Solo in otto casi su cento si tratta di uno sconosciuto.

E a questa scioccante realtà se ne lega un'altra. Dalle statistiche del ministero dell'Interno rivelate da Joseph Moyersoen consulente per l'Italia di "Terre des hommes", un'organizzazione internazionale per la tutela dei minori, lo scorso anno le segnalazioni di reato per abusi sessuali sono state in Italia 489, contro le 425 del '99. Nel Veneto siamo passati da 30 a 35 casi. In aumento anche le piccole vittime, 698 al posto di 572 (più 22 per cento). Se scendiamo nel dettaglio anagrafico sono stati 303 i bambini da zero a 10 anni coinvolti (erano 221 nel '99), mentre dagli 11 ai 14 anni hanno subito violenza in 226, (209). In percentuale la prima fascia d'età ha registrato un aumento del 37 per cento dei casi.

Più che mai appropriato dunque il tema - "provvedimenti normativi d'urgenza ed interventi normativi" - della prima giornata del Forum che vedrà fino a domenica avvicendarsi medici, giudici e giornalisti nel tentativo di definire nuove strategie di intervento.

FORUM SULLA PEDOFILIA

«La legge non è così severa»

Le organizzazioni di tutela dei minori insoddisfatte. I giuristi la difendono

Cominciamo dalle leggi. In Italia per combattere la pedofilia il punto fermo resta la legge 269 del '98. Un provvedimento che Alberto Cadoppi, professore di diritto penale all'Università di Parma, nel corso dei lavori del Forum sulla pedofilia, avviato alla Fornace Carotta, ha considerato all'altezza. A chi come noi gli faceva notare la relativa levità della pena per chi commetteva atti sessuali a pagamento con minori fra i 14 e i 16 anni (da 6 mesi a tre anni di reclusione) il docente ha risposto che «prima di tutto è la prima volta nella storia in cui è sancito un principio giuridico di punizione per il cliente, prima non c'era, anche perché 14 anni è già l'età del consenso. Ma il legislatore ha punito con determinazione. Ad esempio la detenzione di materiale pornografico che riguardi minori, punito fino a tre anni di reclusione o con una sanzione minima di 3 milioni. Non solo: chi sfrutta minori per la realizzazione o commercializzazione di materiale pornografico rischia da 6 a 12 anni di galera e da 50 a 500 milioni di sanzione. Quindi le nostre leggi ci sono e sono serie, certo non possono fare tutto».

Infatti, di fronte a cifre come queste, 1000 foto di bambini dai 4 ai 10 anni ogni giorno scambiate su Internet e 50mila siti pedofili sulla rete viene da rabbrividire. «Infatti i dati del ministero dell'Interno sui casi di pedofilia sono assolutamente sottostimati, sono come la punta dell'iceberg. Lo annunceremo nel nostro prossimo rapporto», aggiunge Rizzoli. Moyersoen invece fa subito delle proposte: «Abbiamo chiesto al ministero della Giustizia di inserire come circostanza aggravante nel reato di pedofilia quello di associazione per delinquere visto che ci sono vere e proprie organizzazioni dietro. Secondo: non risulta fino a tutto il 2000 che vi siano processi in tribunale per turismo sessuale. Chiediamo che agli ufficiali di collegamento del ministero che si occupano di smascherare i traffici di droga da certi Paesi sia dato ordine di indagare anche su questo campo. Infine le leggi: non è vero che le nostre siano così severe, in Belgio atti sessuali con i minori comportano lavori forzati da 10 a 15 anni, in Spagna da 6 a 12 anni».

Ai lavori hanno partecipato anche l'avvocato penalista Gian Mario Balduin e il giudice di Rovigo Lorenzo Miazzi che hanno affrontato i temi tecnici dei procedimenti, insieme al criminologo Mario Tantalo. Raffaella Battistin della Regione ha illustrato l'attività dell'Osservatorio per la tutela e promosione della persona. Hanno concluso i lavori gli onorevoli Elisabetta Alberta Casellati di Fi e Piero Ruzzante dei Ds. Oggi il Forum proseguirà dalle 15.30 sul tema della prevenzione. Fra i relatori Paola Facchin, responsabile dell'Unità di crisi regionale per la pedofilia istituita nel Dipartimento di Pediatria.

Mauro Giacon

Il Mattino Di Padova

Quell'insidioso «amico di famiglia»
Aperto il Forum nazionale sulla pedofilia, dati agghiaccianti

di Michela Nicolussi Moro

In una recente intervista, rievocando l'incubo dello stupro subìto in gioventù, l'attrice Franca Rame diceva che «non c'è dignità capace di riscattare l'orrore di sentire qualcuno che ti entra a forza nella pancia». Parole che colpiscono come sferzate, soprattutto se pensi che la sensazione descritta tanto realisticamente da un'abusata è comune a tutti i bambini ogni giorno, in qualsiasi parte del mondo, obbligati a soddisfare il piacere perverso di adulti carnefici travestiti da «persone per bene».
Un'odissea che assume diverse sfumature, legate alle violenze domestiche perpetrate da genitori, fratelli, parenti e «amici di famiglia» (rappresentano due casi su tre, il 34% dei quali sono incesti), alla pedopornografia (2 milioni di piccoli coinvolti nel mondo), alla pedofilia (duemila bimbi adescati in Italia), al turismo sessuale e a Internet (50 mila siti). Tante facce di un'unica, disgustosa medaglia, ieri pomeriggio al centro della prima giornata del «Forum nazionale sulla pedofilia», organizzato all'ex Fornace Carotta dall'Associazione Campus Universitario.
L'apertura, dedicata agli aspetti normativi del fenomeno pedofilia, ha sollevato molte perplessità. Quanto possono valere, per un bambino, il trauma dell'aggressione, il terrore e lo schifo di sentirsi usato, il male fisico, un'infanzia e una vita distrutte? Molto poco per la legislazione italiana, che condanna l'abusante ad una pena detentiva compresa tra i 6 e i 12 anni. La stessa fine fanno gli sfruttatori della baby-prostituzione, gli organizzatori dei viaggi finalizzati al turismo sessuale e coloro che utilizzano i minori per realizzare e commerciare materiale porno. I clienti delle prostitute under 16 se la cavano con una pena detentiva variabile tra i 6 mesi e i 3 anni, mentre gli adulti che divulgano e pubblicizzano materiale pornografico con bambini rischiano da 1 a 6 anni di galera.
Una beffa, aggravata dal compiacimento dei giuristi. «La legge italiana è abbondantemente severa nei confronti dei pedofili. - ha detto il professor Alberto Cadoppi, docente di Diritto Penale all'Università di Parma - Il legislatore italiano ha fatto tutto quello che poteva per contrastare il fenomeno, a volte anche eccedendo in severità. Dopotutto questo è un problema sociale e non può essere risolto dal diritto». Forse il «Legislatore» dovrebbe fare una visitina al Centro di accoglienza e di cura dei bambini abusati, attivato dalla Pediatria cittadina. Vai tu a raccontare a piccoli di tre anni, o a ragazzine di dieci, tutte col terrore negli occhi, il corpicino pieno di lividi e le orecchie piene di oscenità, che fra qualche anno i loro carnefici saranno liberi.

LE PRIME TESTIMONIANZE
19 casi al giorno segnalati a Telefono Azzurro
ma i persecutori spesso se la cavano con poco
L'avvocato Balduin racconta due cause finite in tribunale


Al convegno di ieri pomeriggio, moderato dalla giornalista Rai Valentina Martelli, ha partecipato anche l'avvocato Gian Mario Balduin. Il penalista, noto come difensore di Mariano Molon (il tecnico di laboratorio omicida all'università del sindacalista Walter Maccato), ha seguito alcune cause di pedofilia. Ne ha volute ricordare due in particolare, dibattute al tribunale di Padova.
«Nella prima, - ha raccontato - uno slavo e una rumena, accusati di induzione alla prostituzione e sfruttamento di una minorenne, sono stati condannati a quattro anni di reclusione e a una multa. L'uomo s'è visto comminare una sanzione di 20 milioni, la donna di 24 - ha continuato Balduin - Alla minorenne è andato invece un risarcimento di 15 milioni. Nel secondo caso è coinvolto un fotografo, rinviato a giudizio per la realizzazione di un book ritenuto pornografico e avente come soggetti tre bambine, immortalate seminude e in atteggiamenti erotici. E' stato dichiarato innocente per le foto, - ha sottolineato Balduin - ma colpevole di atti sessuali su una delle ragazzine, di appena dieci anni. La pena? Dieci mesi di reclusione e 5 milioni di multa. La madre della bimba abusata, accusata di concorso in atti di libidine, è stata assolta».
Sono fatti che si commentano da sè e che fanno capire quanto il metro della giustizia sia ancora inadeguato a reprimere crimini, a detta dello stesso Balduin, in costante aumento in tutto il mondo. Esempio ne siano le richieste d'aiuto pervenute a Telefono Azzurro, partner del Forum.
Il servizio attivato dal professor Ernesto Caffo, nel periodo compreso tra luglio 1999 e giugno 2000, ha ricevuto 587.445 chiamate alle linee 1.96.96 (per minori di 14 anni) e 199.15.15.15 (15/18 anni). Di queste, 33.305 hanno imposto l'intervento di un operatore specializzato e 6879 hanno denunciato casi gravi, che ammontano a 19 al giorno.
La situazione di maggior disagio appartiene ai bimbi del Sud e delle isole, mentre le più abusate sono le femmine (75% dei casi), in particolare comprese nella fascia d'età 11/14 anni (52%). Nel 91% dei casi l'abusante è una persona nota: nel 66% delle volte si rivela uno dei genitori.
Nel 1998, in Italia sono state inoltrate 586 denunce per abusi sessuali su minori da 0 a 14 anni, scese a 511 nel 99 e lievitate a 640 nel 2000. (m.n.m.)

- CORRIERE DELLA SERA

 

Il responsabile della Pubblica istruzione dopo il rogo mortale nel Veronese: i presidi devono puntare i piedi

<<LE SCUOLE SICURE SONO SOLO IL 30 PER CENTO>>

De Mauro: ritardi collettivi, anch'io ho accettato di mettere troppe toppe, forse ci voleva piu' coraggio

 

 

 

- LIBERO

 

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BACIAVA I BAMBINI A SCUOLA: 5 ANNI

Denunciato dai genitori di due piccoli alunni di soli 5 e 6 anni

 

 

 

- LA PADANIA

 

 - Sono spaventosi i numeri sulla pedofilia. Eppure, secondo Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzuro, dopo una fase di attenzione, sono mancate iniziative concrete per contrastare il vergognoso sfruttamento dei bambini

 - <<Ben venga l'iniziativa del senatore leghista: puo' consentire di legare l'Italia ad altri Paesi europei maggiormente impegnati nell'azione di contrasto del fenomeno. Spero sia anche possibile mettere in comune le esperienze e magari le normative in materia. Non bisogna aspettare il fatto di cronaca, occorre invece lottare quotidianamente>>

Telefono Azzurro promuove l'organismo d'inchiesta internazionale e denuncia: troppe promesse non mantenute

CAFFO: SI ALLA "COMMISSIONE PROVERA"

<<Dopo Schengen la pedofilia va combattuta con strumenti senza frontiere>>

 

 

Martini: ma la repressione non basta. Creiamo unita' di cura dei comportamenti sessuali devianti

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- IL GAZZETTINO

 

Bruxelles - Presentata dall'europarlamentare veneto Lia Sartori un'iniziativa di solidarieta' per le attivita' dell'Unicef in favore dei bambini di tutto il mondo

<<DONIAMO IL NOSTRO "PRIMO EURO" PER L'INFANZIA CHE SOFFRE>>