Roma, 21:33
Il Csm boccia riforma giustizia minorile di Castelli

Il Consiglio superiore della magistratura boccia la riforma della giustizia minorile del ministro Castelli: le sue linee di fondo "non appaiono condivisibili" e rappresentano uno "strappo" rispetto sia "agli orientamenti affermatisi nel nostro Paese" sia ai "principi internazionali da tempo riconosciuti".

E' questo il giudizio contenuto nel parere che l'assemblea di Palazzo dei marescialli ha licenziato stasera con una risicatissima maggioranza: 10 voti, a fronte di 9 contrari e 4 astensioni.

Sotto accusa innanzitutto la scelta di "maggior rigore" nei confronti dei minori, fondata sull'assunto di un progressivo aumento e una maggiore pericolosità della devianza minorile che "non sembra trovare riscontro nella realtà". Infatti l'anno scorso "rispetto al 1998, i delitti denunciati a carico di minorenni sono diminuiti del 30,7%", sottolinea l'assemblea di Palazzo dei marescialli, citando i dati forniti dal Pg della Cassazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Ma non è solo questione di numeri. Nella legislazione e nella stessa giurisprudenza della Corte costituzionale è "radicato il convincimento" che "il processo penale minorile deve evitare risposte nelle quali sia prevalente l'aspetto repressivo e farsi carico piuttosto della specifica professionalità dell'imputato in funzione di una reale programma di recupero". (red)