E' questo il giudizio contenuto nel parere che l'assemblea di Palazzo dei marescialli ha licenziato stasera con una risicatissima maggioranza: 10 voti, a fronte di 9 contrari e 4 astensioni.
Sotto accusa innanzitutto la scelta di "maggior rigore" nei confronti dei minori, fondata sull'assunto di un progressivo aumento e una maggiore pericolosità della devianza minorile che "non sembra trovare riscontro nella realtà". Infatti l'anno scorso "rispetto al 1998, i delitti denunciati a carico di minorenni sono diminuiti del 30,7%", sottolinea l'assemblea di Palazzo dei marescialli, citando i dati forniti dal Pg della Cassazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Ma non è solo questione di numeri. Nella legislazione e nella stessa giurisprudenza della Corte costituzionale è "radicato il convincimento" che "il processo penale minorile deve evitare risposte nelle quali sia prevalente l'aspetto repressivo e farsi carico piuttosto della specifica professionalità dell'imputato in funzione di una reale programma di recupero". (red)