Il Tempo
Mercoledì 13 Febbraio 2002
CASSAZIONE
Pedofilia Divulgare foto non è reato
LA Cassazione ha annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari ad un
uomo che era stato condannato per il delitto previsto dall'art. 600 ter del
codice penale per avere «per via telematica attraverso internet distribuito e
divulgato materiale pornografico avente ad oggetto minori degli anni 18,
ritratti nel corso di rapporti sessuali tra loro e con adulti». La terza
sezione penale, infatti, ha osservato che «per la sussistenza del delitto non
è sufficiente la mera circostanza che le foto pornografiche dei minori
siano veicolate attraverso la rete internet». Sarà ora il Tribunale di
Lecce a riesaminare il caso di Massimo D.A. Ma dopo aver letto la sentenza,
l'avvocato Marco Scarpati, direttore di Ecpat Italia (End child prostituzione
pornografyy and traffiching) l'organizzazione internazionale presente in 70
paesi che da anni conduce la sua battaglia contro il traffico dei minori
osserva: «È grave che la decisione della Cassazione si soffermi nei
fatti accettando la diversificazione tra materiale pornografico a contenuto hard
e cioè con la palese ostentazione di atti sessuali e materiale
pornografico a contenuto soft, cioè puramente erotico, sottintendendo a
questo punto che le foto erotiche non sono punibili penalmente. È
vergognoso perchè si tratta di minori e tutto il materiale che riguarda
loro è vietato su tutta la filiera perchè frutto di sfruttamento
illecito di minori». All'inizio delle indagini, infatti, l'uomo era stato
indagato per due foto, una a contenuto pedopornografico, l'altra ritraente due
minori nude, ma ritenuta dai giudici a contenuto erotico. Ora invece la
Cassazione osserva che: «il tribunale del riesame ha omesso di esaminare la
circostanza che si tratti di una sola foto e non di due penalmente
significative».