Gli indicatori psicologici e
medico-legali dell'abuso sessuale sui minori
M. Strano, V. Gotti, P. Germani
Accertare un caso di abuso sessuale sul minore, significa operare un
intervento delicato e complesso che presuppone un alto grado di competenza e
professionalità in ciascuno degli operatori che, pur compiti e modalità
diverse, ne prendono parte. Presuppone inoltre un buon livello di
coordinamento e collaborazione tra le diverse aree di pertinenza e la
capacità di operare con un'ottica allargata che tenga in considerazione
contemporaneamente aspetti fisici e psicologici; aspetti individuali e
relazionali e valuti insieme la vittima potenziale e il suo potenziale
abusante.
Sarebbe auspicabile, in tal senso, che il singolo professionista che si occupa
di un caso di minore abusato abbia conoscenza generale del problema sotto le
diverse prospettive (fisico, legale, psicologico, ecc.) pur contribuendo in
modo specifico. Occorre, inoltre, che abbia chiari, gli obbiettivi che guidano
l'accertamento di abuso. In primo luogo quello di verificare se c'è stato
abuso sessuale sul minore, tramite la raccolta di "evidenze
oggettive"[1] in base alle quali sarà possibile intraprendere il
processo di tutela del minore, nonché il perseguimento penale dell'abusante.
Allo stesso tempo bisogna garantire al minore l'esperienza di ascolto e
accoglimento durante tutta la fase della rivelazione; occorre perciò, accanto
alla esplorazione dei fatti, indagare e sostenere i sentimenti e le emozioni
legate al racconto dell'abuso; solo in questo modo l'accertamento costituirà
per il bambino una esperienza in cui ricevere comprensione e aiuto e non solo
l'occasione di una dolorosa rievocazione dei fatti. In tal senso, di fronte ad
un sospetto di abuso, approfondire la reale natura degli avvenimenti significa
operare già un primo intervento in termini non solo di protezione ma anche di
sostegno psicologico del minore.
Informazione esplicita, informazione indiretta di abuso.
Generalmente un professionista che operi nel settore sanitario, sociale,
psicologico, educativo, giudiziario, ecc. viene a contatto con un caso di
abuso principalmente in due modi:
- Rivelazione esplicita da parte della vittima o informazione diretta
dell'abuso;
- Informazione indiretta o mascherata dell'abuso.
Nel primo caso sarà il minore stesso a rivelare ai familiari, all'insegnante,
o ad un adulto di fiducia l'avvenuto abuso; oppure sarà un adulto a
richiedere un accertamento per sospetto di abuso o a denunciare l'accaduto.
Nel secondo caso, il sospetto di abuso nasce in seguito all'intervento di un
operatore (del settore sociale, educativo, sanitario, ecc.) che si imbatte,
nella sua attività ordinaria in una situazione con caratteristiche
compatibili ad un caso si abuso; ad esempio una insegnante che osserva
comportamenti e segni sospetti in una propria alunna, come frequenti assenze
da scuola; racconti con espliciti riferimenti sessuali, difficoltà a giocare
con i propri coetanei, ecc.
Oppure all'operatore viene fatta richiesta di intervento di altro tipo, dalla
quale però emergono informazioni di sospetto abuso; per esempio la richiesta
di un test di gravidanza da parte di una giovane adolescente con indicazioni
vaghe sulla paternità; oppure la richiesta di una visita medica in seguito
malesseri fisici estesi all'area genitale, ecc.
Solo in apparenza i casi di informazione esplicita di abuso, si presentano
come meno problematici in termini di accertamento dei fatti.[2]
Se nel caso di abuso mascherato infatti il problema principale è quello della
rilevazione e quindi della capacità degli operatori di saper riconoscere e
cogliere i segnali di disagio espressi più o meno consapevolmente dal minore,
nel caso di rivelazione esplicita dell'abuso, il problema che si pone è
quello della credibilità di chi denuncia. Sorgono in questo caso i legittimi
sospetti sulla veridicità delle sue affermazioni, sia nel caso che si tratti
della vittima (suggestione, confusione sul significato de reale degli
avvenimenti, ecc.), sia che si tratti dell'adulto denunciante, che potrebbe
avere interessi strumentali a "creare " un caso di incesto (ad
esempio accusare un coniuge con cui si è in conflitto).
Diverse figure professionali sono tenute a segnalare i casi di sospetto abuso.
In primo luogo, sulla base degli artt.365 c.p. e 334 c.p.p., c'è l'obbligo
di referto da parte degli operatori sanitari che, nell'esercizio della propria
professione, abbiano prestato la propria opera o assistenza in casi che
possono presentare i caratteri di un delitto procedibile d'ufficio.
E' altresì obbligato alla denuncia di reato, il "pubblico
ufficiale" o "l'incaricato di un pubblico servizio" che
nell'esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, venga a sapere di un
delitto procedibile d'ufficio
E' importante ricordare che l'obbligo di riferire alle Autorità sussiste
anche solo sulla base di un sospetto (il codice parla di casi che
"possono" presentare i caratteri di un delitto procedibile
d'ufficio) in quanto sta solo alla funzione giudiziaria stabilire la
veridicità del fatto e la natura dolosa o accidentale del caso.
La legge quindi punisce l'omissione di referto o denuncia, a meno che sia
costretto dalla necessità di salvare se medesimo o un prossimo congiunto da
un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell'onore (art. 384 c.p.);
oppure quando attraverso il referto, si esporrebbe il paziente a procedimento
penale (art.365 c.p.). In questo caso però, occorre precisare che il paziente
di cui si deve tutelare la salute ed ignorare la eventuale criminosità, è
esclusivamente il minore (vittima) e non il potenziale autore di reato che lo
accompagna. Il genitore in questi casi non può nemmeno rivendicare il diritto
al segreto professionale (art.622 c.p.) dato che si pone un grave conflitto di
interessi fra il vero titolare (il paziente minore) e chi lo vorrebbe o
dovrebbe rappresentare (il genitore).[3]
L'obbligo giuridico di denunciare l'abuso o il sospetto abuso non riguarda
invece il cittadino comune, che è tenuto comunque a farlo sul piano morale.
Gli indicatori dell'abuso
Secondo Sgroi (1982), il riconoscimento dell'abuso sessuale sui bambini
dipende totalmente dalla disponibilità interiore delle persone a prenderne in
considerazione l'esistenza[4]. Effettivamente il bambino vittima di abuso è
spesso l'unico testimone dell'accaduto e se, superate paure e reticenze, ne
parla all'adulto, questo deve essere disponibile ad "ascoltare" ciò
che il minore gli dice. In alcuni casi sono solo le parole del minore a
"raccontare" la violenza subita, dato che, a differenza del
maltrattamento fisico, l'abuso sessuale può lasciare segni meno evidenti; in
altri le vittime sono così piccole che il disagio difficilmente viene
espresso con la comunicazione verbale. E' il comportamento allora che manda
segnali di sofferenza e di aiuto, visibili solo a chi si rende disponibile e
capace di comprenderli. Una diagnosi di abuso sessuale su di un minore quindi
può essere attuata solo attraverso l'analisi attenta del bambino a 360°, che
comprenda una valutazione degli aspetti psicologici, fisici e comportamentali
della sua esperienza. Pur tenendo conto che in una buona percentuale di casi
può manifestarsi come asintomatico[5], il bambino vittima di abuso di solito
manifesta certi comportamenti o sintomi che possono essere considerati come
indicatori di una possibile violenza sessuale subita.
Proponiamo una griglia di analisi per la localizzazione degli indicatori.
INDICATORI FISICI: [6]
Generali
- Segni cutanei (contusioni, graffi, morsi, segni di afferramento) se l'abuso
è stato compiuto con l'ausilio della violenza fisica
- Sintomatologia fisica o prurito nell'area genitale
- Difficoltà di deambulazione
- Difficoltà nel mantenimento della posizione seduta
- Biancheria intima macchiata, strappata
- Tracce di sangue o di liquido seminale sugli indumenti o sulla cute
- Gravidanza nella primissima adolescenza in assenza di partner noto
- Pubertà precoce
Individuabili con esame clinico:
- Presenza di tracce di sperma nella vagina o nel retto
- Presenza di corpi estranei uretrali , vaginali e/o rettali;
- Lesioni genitali e/o anorettali
- Dilatazione vaginale o uretrale ingiustificata
- Infiammazioni, emorragie senza cause organiche evidenti
- Manifestazione di malattie infettive a trasmissione sessuale (gonorrea,
clamidia, conditomi acuminati, sifilide, HIV, ecc) [7]
INDICATORI COMPORTAMENTALI:[8]
- Passività, paura, sfiducia verso gli adulti
- Conoscenze e comportamenti sessuali inadeguati per l'età
- Difficoltà a stare in relazione con i coetanei (atteggiamenti aggressivi,
disinteresse verso attività ludiche)
- Atteggiamenti seduttivi verso gli adulti
- Calo del rendimento scolastico
- Difficoltà di linguaggio e dell'attenzione
SINTOMATOLOGIA ASPECIFICA
- Disturbi del sonno (insonnia, incubi anche a sfondo sessuale; pavor
nocturnus)
- Disturbi dell'alimentazione
- Disturbi del controllo degli sfinteri (enuresi, encopresi)
- Ansia
- Depressione
- Fobie
- Sintomi ipocondriaci
- Rituali ossessivi (legati soprattutto alla pulizia personale)
- Disturbi psicosomatici del tratto gastroenterico
- PTSD[9]
INDICATORI PREVALENTI IN ADOLESCENZA
- Fughe
- Condotte devianti
- Abusi di sostanze
- Condotte autolesionistiche, tentati suicidi
- Sessualità precoce e promiscua
- Inibizione sessuale
- Rifiuto sessuale
Una diagnosi può essere correttamente compiuta solo dopo una raccolta
anamnestica attenta ed accurata, una opportuna valutazione del racconto della
presunta vittima o del denunciante, l'esame attento del comportamento e una
valutazione psicologica del bambino, una visita medica e l'esecuzione, se
necessario, di esami di laboratorio. L'esame fisico del minore è basato
essenzialmente sull'esame clinico generale e sull'esame obbiettivo locale
delle regioni genitale, perigenitale ed anale. Questi accertamenti permettono,
dove possibile, di acquisire elementi obbiettivi a conferma o meno
dell'ipotesi di abuso. Si deve però ricordare che la molti bambini non
presentano segni fisici di violenza dato che, spesso, l'abuso sessuale sui
bambini, specie se molto piccoli, non consiste nella penetrazione ma in una
serie di pratiche sessuali (baci, manipolazioni, carezze, rapporti orali,
ecc.) che non danno l'opportunità di essere dimostrate a posteriori. Anche
quando la violenza comprenda la penetrazione, ad esempio nel caso di vittime
adolescenti, o nei casi in cui la manipolazione lasci comunque i suoi segni,
capita che i minori vengano visitati quando ormai è trascorso molto tempo
dall'abuso e i segni stessi non sono più riconoscibili. Per questo motivo è
importante che la visita medica venga condotta al più presto, soprattutto se
si suppone che la violenza sia stata perpetrata entro le 72 ore precedenti;
oppure quando la vittima accusa sintomi quali perdite dai genitali, dolori,
sanguinamenti. Se invece la violenza risale a settimane o mesi prima,
l'accertamento medico perde il suo valore di urgenza, mentre risulta
prioritario concedere maggiore attenzione all'approfondimento del racconto e
alla valutazione psicologica della vittima.[10] Secondo Del Vecchio (1997)
esistono maggiori problemi di identificazione nei casi di abuso sessuale
rispetto al maltrattamento fisico. Infatti, riconoscere fratture, ustioni,
contusioni, ecchimosi e valutare l'attendibilità le testimonianze di minori e
adulti sull'accaduto è un compito di certo complesso ma che permette di
fornire, con maggiore sicurezza, diagnosi differenziali tra violenza e
lesività accidentale. L'abuso sessuale invece, presenterebbe maggiori
problematiche sul piano dell'accertamento sanitario, quali[11]:
- Il racconto del minore rischia di venire trascurato se non viene comprovato
da una prova fisica dell'accaduto.
- In assenza di segni fisici evidenti non significa che il minore non ha
subito violenza, così come la presenza di diversi sintomi non prova
l'avvenuto abuso poiché aspecifici.
- I medici riterrebbero molto rara l'eventualità di incontrare nella pratica
quotidiana casi di abuso sessuali di minori e la formazione universitaria non
formerebbe sufficientemente a tali evenienze;
- Ci sarebbe una scarsa specializzazione degli operatori sanitari sulla
anatomia anale e genitale in età prepuberale.
Ugualmente complesso e problematico appare il processo di accertamento di
abuso nell'ambito della valutazione psicologica. Anche in questo caso occorre
fare riferimento a degli indicatori, come quelli menzionati[12] e ad alcuni
criteri che aumenterebbero il grado di attendibilità raggiunta dalla
verifica. Quest'ultimo punto appare significativo soprattutto se si considera
che, un adulto nel porre le domande al bambino fornirebbe involontariamente
una notevole quantità di informazioni suggestive su quanto è accaduto, su
quello che il bambino ha visto, sulle se impressioni, ecc[13]. In tal senso
appare di cruciale importanza poter verificare o falsificare, nella
valutazione, le ipotesi di erronea o falsa denuncia.
A tal fine occorre escludere le almeno seguenti possibilità[14]:
- che si tratti di un bambino psicotico con fantasie persecutorie di tipo
invasivo;
- che il racconto sia una fantasia frutto di una enfatizzazione dei vissuti
edipici del bambino;
- suggestionabilità: va escluso che il bambino abbia raccolto e fatto proprie
fantasie o preoccupazioni a sfondo sessuale di un adulto particolarmente
significativo;
- fraintendimento: va escluso che per esempio una madre possa avere
erroneamente attribuito significato sessuale a normali comportamento di un
altro adulto
- persuasione: va escluso che un adulto abbia volutamente fabbricato una falsa
denuncia e che il bambino sia stato persuaso a raccontare di essere stato
abusato sessualmente.
Possono essere approfondite anche altre aree psicologiche del bambino, come ad
esempio verificare l'esistenza dei seguenti vissuti emotivi, indicati[15] come
tipici di Child Sexual Abuse :
- Impotenza (il bambino non si sente più padrone del proprio corpo non
potendosi sottrarre alle violenze esterne, senso di incapacità nel chiedere
aiuto, sfiducia nel poter cambiare la situazione o essere creduto)
- Tradimento (il bambino sente violato il senso di fiducia che nutre nei
confronti di un adulto che dovrebbe proteggerlo, ma che, al contrario, gli usa
violenza; può apparire sfiduciato, diffidente, passivo o arrabbiato.)
- Stigmatizzazione (connotazione negativa del ruolo di vittima e presenza del
senso di colpa e di vergogna)
- Sessualizzazione traumatica (presenza nel bambino di comportamenti ed
atteggiamenti sessuali anomali a causa del coinvolgimento forzato in
esperienze sessuali improprie rispetto alla sua età)
P Fuligni (1997)[16], a proposito della perizia psicologica sui minori nei
processi per pedofili, sostiene sono possibili diverse fonti di errore in
questo tipo di valutazione, legate a :
- Equivocità degli indicatori
- Suggestionabilità dei bambini
- Livello di competenza linguistica della vittima
- Eventuali problemi di handicap
- Contesto di rievocazione condizionata da figure adulte.
BIBLIOGRAFIA
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Franco Angeli, Milano, 1993.
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Finkelhor D., Browne A.:
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Fuligni C. "La perizia psicologica sui minori nei processi per
pedofili" in: Giommi R., Perrrotta M. (a cura d) "Pedofilia. Gli
abusi, gli abusati, gli abusanti.", Edizione del Cerro, Firenze 1997,
p.104.
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NOTE
[1] Malacrea M., Vassalli A. (a cura di) "Segreti di famiglia.
L'Intervento in caso si incesto", Cortina Editore, Milano, 1990.
[2] Ibidem, p. 108.
[3] Lunardi L. "Labuso sessuale sui minori: riflessioni sull'evoluzione
della tutela giuridica alla luce della legge del 21 febbraio 1996, n.66",
in: Giommi R., Perrrotta M., (a cura d) "Pedofilia. Gli abusi, gli
abusati, gli abusanti.", Edizione del Cerro, Firenze 1997, p146.
[4] Sgroi, S.M. (ED)
:"Handbook of clinical intervention in child sexual abuse" Lexington
Book, Lexington, 1982 .
[5] Secondo Spaccarelli (1994) la percentuale di vittime asintomatiche
costituirebbe il 50% dei casi
[6] Cesa Bianchi M. , Scabini E. (a cura di) "La violenza sui
bambini", Franco Angeli, Milano, 1993, p163-164
[7] Montecchi F. ( acura di) "I maltrattamenti e gli abusi sui
bambini", FrancoAngeli, Milano, 1998, pp. 133-134
[8]Cesa Bianchi M., Scabini E. (a cura di) "La violenza sui
bambini", Franco Angeli, Milano, 1993, p.164
[9] Spesso nel bambino abusato viene riscontrata la presenza del Disturbo Post
Traumatico da Stress (PTSD).Questo disturbo si manifesta con ricordi
ricorrenti e invasivi dell'evento traumatico che il bambino rievoca nel gioco
e negli incubi; inoltre il bambino può provare ansia se esposto a situazioni
connesse direttamente o simbolicamente al trauma e tentare di evitare ogni
stimolo che richiami l'evento traumatico.
[10] Del Vecchio S. "L'indagine medico-legale nel delitto di violenza
sessuale sui minori" in: Giommi R., Perrrotta M. (a cura d)
"Pedofilia. Gli abusi, gli abusati, gli abusanti.", Edizione del
Cerro, Firenze 1997, p.152 e ss.
[11] Ibidem.
[12] Ad esempio il comportamento sessualizzato del bambino (maggiore attività
di masturbazione, gioco a tema sessuale con le bambole, modalità seduttive
con adulti ecc.) viene spesso considerato un buon indicatore ma non
necessariamente è presente in caso di abuso.
[13] ibidem
[14] Risin L.I., Mc Namara J.R. : "Validation of C:S:A: the Psycologist's
Role" in Journal of Clinical Psycolgy, 45, 1, 1989, p.175-184.
[15] Finkelhor D., Browne A. : "Initial and long -term effects. A
conceptual framework" in: Finkelhor D. et Al. "A sourcebook on child
sexual abuse", Sage Publication, Beverly Hills, California, 1986.
[16] Fuligni C. "La perizia psicologica sui minori nei processi
per pedofili" in: Giommi R., Perrotta M. (a cura d) "Pedofilia. Gli
abusi, gli abusati, gli abusanti.", Edizione del Cerro, Firenze 1997,
p.104.
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