Il Gazzettino
L’INFANZIA NEGATA Contro gli abusi sessuali e in aiuto delle piccole vittime corsi e gruppi di studioBambini, pronta l'accoglienza
Santacatterina, psicanalista: «In città consultori e strutture pubbliche
funzionano»
VicenzaSantacatterina, cos'è l'abuso sessuale?
«Rispondere ad una domanda come questa è sempre difficile: la prima cosa da
fare è togliersi dalla testa l'equivalenza abuso-violenza sessuale. Le forme
dell'abuso, anche sessuale, sono molteplici. Una minima parte di esse viene
riconosciuta come tale e una parte ancor più piccola viene comunicata ad uno
psicoterapeuta o ad un giudice. Direi che è abusante ogni rapporto che fa
dell'altro un oggetto del nostro godimento, sia questo manifestamente sessuale o
no; dunque un uso illegittimo della domanda che l'altro ci rivolge, domanda che
è sempre domanda d'amore. L'abusante e, più in generale il perverso, è
qualcuno che veramente si macchia di una grave colpa: quella di ridurre l'altro
ad un idolo, se vogliamo uno strumento o, più classicamente, un supporto
feticistico. Quando tutto ciò avviene tra un bambino e qualcuno che ha comunque
un ruolo paterno, non credo sia retorico parlare di orrore».
Quali sono gli effetti sul bambino?
«Gli effetti sono tutti riducibili ad una destrutturazione della personalità,
che tuttavia si evidenziano veramente solo dopo la pubertà. A breve termine,
infatti, si notano i disturbi del sonno, gli improvvisi e inspiegabili
fallimenti scolastici, un comportamento aggressivo e spesso un eccessivo
interesse verso la sessualità, con atteggiamenti seduttivi sia verso i coetanei
che verso gli adulti. A lungo termine è soprattutto la funzione sessuale ad
essere compromessa, da un lato con una forte desessualizzazione dei rapporti
interpersonali e dall'altro con lo sviluppo di fantasie sado-masochistiche.
Frequente è anche lo sviluppo di anoressia e di bulimia».
Nel corso ha anche trattato il problema della segnalazione agli organi
competenti dei casi di sospetto abuso da parte degli insegnanti?
«Sì. I bambini comunicano sempre la propria sofferenza e spesso scelgono come
punto di riferimento l'insegnante, che si trova a volte ad essere interpellato
direttamente o ad interpretare disegni e scritti dal significato apprentemente
inequivocabile. Che fare? Ho cercato qui di mettermi nei panni dell'insegnante,
considerando dei casi concreti a partire dalle procedure previste dalla nuova
legge del 1996. Ad esempio, è importante dire la segnalazione da parte di un
insegnante non dà sempre luogo ad un procedimento giudiziario, ma invece ad una
verifica da parte di personale competente. Questo affinché l'insegnante non si
senta caricato di tutta la responsabilità».
Chi sono gli abusanti?
«La maggior parte degli abusi sono compiuti da persone che fanno parte della
famiglia o con cui i bambini hanno già un rapporto di fiducia. Molte ricerche
hanno dimostrato che questa forma di perversione viene attuata da coloro che
sono stati a loro volta nell'infanzia vittima di aggressioni sessuali. Più in
particolare, ed è la pista che ho seguito nel secondo incontro, all'origine
della perversione come tale c'è una predilezione sessuale della madre nei
confronti del bambino, che non sempre sfocia in un abuso. È come se
l'affettività fosse eccessivamente erotizzata: il bambino pensa di essere colui
che la soddisfa sessualmente».