Riflessioni sugli abusi sessuali nel bambino: studio in prevalenza di Ginevra
Jérome Laederach
FAPSE - Università di Ginevra
(Dal Vol. n. 2 della rivista "Quaderni di Psicoterapia")
INTRODUZIONE
Lo studio che vi presento oggi è frutto di un'originale e stretta
collaborazione tra settori medici e psicologici che sotto diversi aspetti e
sotto differenti punti di vista, sono entrambi sollecitati dalla problematica
degli abusi sessuali: la pediatria, la psicologia, la medicina sociale e
preventiva, l'epidemiologia, la medicina scolastica e la psichiatria del bambino
e dell'adolescente.
Da questo incrocio di competenze è derivato un lavoro, non molto tempo fa
impensabile, tanto infrangeva i tabù sociali: interrogare esplicitamente più
di mille adolescenti in un ambito così intimo e delicato come quello della
sessualità non voluta, imposta, potenzialmente rivelatrice di gravi disturbi
familiari o personali, e probabilmente traumatizzante in se stessa e attraverso
i ricordi che l'inchiesta poteva riattivare. Il progetto di condurre uno studio
epidemiologico mirante a stabilire in maniera affidabile la prevalenza cumulata
degli abusi sessuali nel bambino (cioè la proporzione di adolescenti che hanno
subito abusi sessuali almeno una volta nella loro infanzia) è nata da una serie
di interrogazioni legate al fatto che a Ginevra, all'inizio degli anni '90, alla
maniera di altre regioni che hanno giocato il ruolo di precursore, la presa di
coscienza della problematica si è accompagnata a un aumento del numero dei casi
diagnosticati e presi in carico. Tuttavia un ostacolo contro cui ci si scontrava
era la mancanza di dati affidabili sull'ampiezza del problema. Quando erano
disponibili, i dati epidemiologici soffrivano di serie limitazioni, in
particolare la selezione e l'informazione. Infatti, secondo i metodi e le
popolazioni studiate, il tasso di prevalenza cumulata di abusi sessuali del
bambino era stimata tra il 6% e il 62% nelle donne e tra il 3% e il 31% negli
uomini, le cifre più probabili si situano tra il 5% e il 20%. A questa
variazione di tasso contribuiscono molti fattori:
- Non esiste una definizione univoca degli abusi sessuali. Secondo quella che è
riportata,, si osserva prevalentemente un tasso di variazioni: più una
definizione larga è riportata lunga, più i tassi sono generalmente elevati.
- il tipo di campione utilizzato: da un lato la maggior parte delle persone
interrogate erano spesso poco rappresentative dell'insieme della popolazione (si
trattava spesso di studenti o d'altri gruppi particolari, come per esempio
pazienti sofferenti di disturbi psichici). D'altro canto, gli studi erano
realizzati presso gli adulti, riguardo ad avvenimenti sopraggiunti nella loro
infanzia.
Il termine considerevole tra i fatti e il momento delle inchieste introduceva un
rischio di errore nelle informazioni raccolte.
- Il metodo di raccolta dei dati : secondo gli studi, si trovano dei questionari
auto somministrati, delle inchieste telefoniche, o dei colloqui faccia a
faccia.
- Esistono forse variazioni reali dei tassi a seconda dei contesti sociali e
culturali in cui i dati sono raccolti. In mancanza del fatto di poter
confrontare tra loro gli studi che s'appoggiano su metodologie differenti, è
difficile affermarlo.
Con tali imprecisioni, tanto l'opinione pubblica quanto quella professionale,
come possono convincersi dell'importanza e della gravità del problema?
L'assenza di dati precisi sull'ampiezza e la gravità del problema limita
ugualmente le possibilità di sviluppo di azioni preventive conseguenti e di una
infrastruttura di presa in carico medica psicologica e sociale adeguate per
rispondere ai bisogni delle vittime.
L'inchiesta condotta nel cantone di Ginevra si è data l'obbiettivo di valutare
la prevalenza degli abusi sessuali subiti dai bambini nelle nostre città e di
descrivere le caratteristiche di questi abusi conducendo un'inchiesta presso gli
adolescenti rappresentativi della popolazione di Ginevra.
Era scontato che i risultati di questo studio sarebbero direttamente stati:
- di favorire una presa di coscienza più ampia e più adeguata da parte
dell'insieme della popolazione e dei professionisti implicati.
- di motivare la realizzazione di programmi di prevenzione fornendo ai
pianificatori dei servizi della salute dei dati che permettono di valutare i
bisogni di presa in carico delle vittime, e costituire una base per la loro
valutazione.
- di sviluppare nuovi strumenti di investigazione in vista di affinare le
conoscenze sugli abusi sessuali nel bambino
METODOLOGIA E ORGANIZZAZIONE DELL'INCHIESTA
Al fine di limitare gli errori sistematici dovuti al richiamo dei ricordi del
passato, abbiamo fatto la scelta originale di interrogare direttamente la
popolazione minore interessata, giovani ancora vicini per età ai fatti. La
possibilità di realizzare un tale studio si situa in uno stretto margine sui
piani psicologico, metodologico ed etico. Si tratterebbe di rivolgersi a un
gruppo di età capace di comprendere le questioni poste e di rispondervi
adeguatamente, senza suscitare conseguenze nefaste al benessere di questi
giovani. Uno studio presso adolescenti dai 13 a 15 anni offre parecchi vantaggi:
- Questo periodo di vita, vicino alla pubertà, è propizio per affrontare una
problematica di ordine sessuale che riunisce le preoccupazioni dei giovani.
- Le questioni legate alla sessualità sono già state affrontate a scuola
nell'ambito della educazione della salute.
- I partecipanti sono in grado di leggere, di comprendere e di rispondere a un
questionario scritto senza grandi difficoltà
- Sono anche in grado di dare o di rifiutare il loro consenso a un tale studio,
tuttavia le condizioni sono favorevoli all'esercizio di questo diritto.
Rivolgendosi all'ultimo anno di scolarità obbligatoria del sistema pubblico,
si accede quasi al 90% dei bambini di questo gruppo di età, che costituisce una
buona rappresentatività.
Fare un'inchiesta con il questionario nei cicli offre un quadro adatto a un tale
studio anziché inviare un questionario a casa o un'inchiesta telefonica, che
comportano il rischio di una mancanza di confidenza riguardo all'ambiente
familiare. Per quanto riguarda il colloquio individuale, esso comporta il
rischio di un carico emozionale troppo forte, in più di essere un metodo più
"costoso" in tempo e personale.
POPOLAZIONE
Si tratta di un campione aleatorio del nono anno di scuola del ciclo di orientamento dei cantoni: 68 classi sono state tirate a sorte. Esse rappresentavano tutti i cicli del cantone e tutte le sezioni.
PROCEDURA
Abbiamo proceduto in tre fasi. La prima includeva il gruppo di ricerca per
intero o in gran parte e i due ultimi uno o due psicologi insieme.
- In un primo tempo, sedute di informazione sono state organizzate per la
direzione, gli insegnanti ed altri intervenuti da ciascuna scuola.
- Poi si è effettuata una seduta di informazione e di preparazione
all'inchiesta in ciascuna classe. Questa seduta interattiva tra i ricercatori e
gli adolescenti comportava parecchi aspetti:
1)sul piano etico: prevenire un potenziale choc emotivo dovuto al questionario
fornendo delle informazioni.
2)Fornire un opuscolo che riassume informazioni e luoghi di ascolto e di aiuto
nel cantone. Permettere di orientare verso i servizi competenti lasciando
all'adolescente la scelta della soluzione che gli sembra migliore, adatta alla
sua situazione personale.
3)Momento di osservazione e di scambi reciproci per confrontare il modo in cui
gli uni e gli altri concepiscono la problematica.
4)Strutturazione di una relazione di confidenza soddisfacente, che è una delle
condizioni indispensabili alla raccolta dei dati che conservano malgrado le
garanzie di anonimato, il loro carattere intimo, personale e segreto, spesso
disturbante e doloroso. Motivare gli adolescenti a essere partners di ricerca
responsabili non può essere fatto senza accordare loro tutta l'attenzione
necessaria e senza integrare la loro visione delle cose.
La somministrazione del questionario aveva luogo in ogni classe una o due
settimane più tardi, senza previa modificazione della data esatta agli allievi.
Gli allievi erano seduti uno per banco. La somministrazione era preceduta dal
richiamo degli obiettivi, e dalla possibilità di partecipare o di non
partecipare all'inchiesta.
QUESTIONARIO
Il questionario era stato elaborato intorno a tre criteri:
- I dati raccolti dovevano essere confrontati con quelli di altri studi
- La definizione delle misure e i termini usati dovevano essere precisi e senza
ambiguità.
- L'insieme del questionario doveva essere molto breve per poter essere riempito
in meno di 45 minuti, incluso il tempo di introduzione e di spiegazione.
Il questionario comportava 20 domande, divise in 5 parti:
1)Dati demografici, sesso, età, composizione della famiglia
2)Conoscenze e idee ricevute a proposito degli abusi sessuali
3)Informazioni sull'avvento di uno o più abusi sessuali nel corso della vita e
sul tipo di abuso. Per questo, l'uso di una definizione basata su fatti. La
domanda era posta nel modo seguente: "C'è un adulto o un bambino più
grande che non vi ha rispettato chiedendovi o obbligandovi aŠ". La nozione
di mancanza di rispetto è stata aggiunta per evitare di considerare come abuso
situazioni che non lo sono (per es. visita dal medico) e per differenziare tra
atti in cui i due partners sono pienamente consenzienti e quelli nel corso dei
quali una persona non è rispettata e la sua fiducia abusata.
4)Precisiamo, all'occorrenza, sulle circostanze di abuso, la sua durata, la sua
persistenza, l'età della vittima e dell'abusante, il grado di coercizione, il
sesso dell'abusante, la relazione tra vittima e abusante, la rivelazione
dell'abuso da parte della vittima e le conseguenze che ha avuto.
5)Informazioni sulla valutazione del questionario e dello studio da parte dei
partecipanti.
ETICA
Per quanto riguarda le considerazioni etiche:
- Una particolare attenzione è stata rivolta attentamente allo studio e alla
sua preparazione al rispetto assoluto della confidenza e dell'anonimato. Questi
hanno potuto essere garantiti grazie alla diverse precauzioni prese a livello
dell'organizzazione dell'inchiesta e grazie alla responsabilizzazione degli
stessi allievi (possibilità di rispondere o no, un allievo per banco durante la
somministrazione, durata massima: 45 minuti, due psicologi presenti: un uomo e
una donna).
- Una fase pilota è stata effettuata dopo cento studenti.
- Infine, al momento della seduta di informazione nelle classi, un opuscolo è
stato loro distribuito contenente informazioni sugli abusi sessuali e sui luoghi
in cui gli studenti possono rivolgersi in caso di bisogno.
- Se necessario, era offerta la possibilità di un consiglio individuale.
- L'inchiesta è stata condotta dopo aver ricevuto l'avallo di diverse
istituzioni: sul piano universitario quello della Commissione di Etica del
Dipartimento di Pediatria, sul piano delle autorità scolastiche, quello del
Dipartimento dell'Istruzione Pubblica e della Direzione Generale del Ciclo di
orientamento.
- In rapporto all'argomento della ricerca e dato che la letteratura mostra che
una certa percentuale di abusi sessuali avvengono nella famiglia, è stata fatta
la scelta di rinunciare al consenso dei genitori, ma di ottenere, invece,
l'accordo della Federazione dei genitori degli allievi del Ciclo di
orientamento.
TASSO DI PARTECIPAZIONE
L'inchiesta è stata condotta su un campione di 1193 adolescenti appartenenti
a 68 classi tirate a sorte tra 201 classi della nona classe dei 17 cicli del
Cantone di Ginevra. Questo campionario era rappresentativo degli allievi
iscritti alla nona classe nel 1994-1995.
In questi 1193 potenziali partecipanti, 1130 erano presenti al momento della
somministrazione del questionario. Nessun rifiuto di partecipazione è stato
registrato. 11 adolescenti non hanno indicato il loro sesso, 2 hanno restituito
il loro questionario in bianco ed 1 è stato scartato per le sue risposte
ostentatamente fantasiose. I nostri risultati riguardano dunque 1116 questionari
analizzabili, sia 548 ragazzi e 568 ragazze.
L'età dei partecipanti andava da 13 a 17 anni, il 96% andava dall'età di 14 a
16 anni.
PREVALENZA E TIPO DI ABUSO
Globalmente, 60 (10,9%) bambini e 192 (33,8%) bambine hanno riportato di
avere fatto l'esperienza di un'attività sessuale abusante almeno una volta
nella loro vita.
Queste attività sono state descritte secondo le loro caratteristiche specifiche
e raggruppate in categorie con o senza contatto fisico.
Tutte queste attività sessuali abusanti, maggiormente hanno afflitto le
ragazze, tranne quelle dipendenti dalla presenza di materiale pornografico. Le
ragazze hanno riportato abusi con contatto fisico 6 volte più spesso dei
ragazzi e abusi senza contatto 2 volte più spesso.
ETA' DELLE VITTIME ALL'EPOCA DEI PRIMI ABUSI
Gli avvenimenti riportati hanno avuto luogo la prima volta, prima dell'età di 12 anni in 92 bambini (46,5%) abusati avendo dato delle informazioni su questo punto. Questa popolazione non differisce tra ragazzi e ragazze né tra le categorie di abuso. In compenso, questi risultati ci indicano ugualmente che più della metà dei primi abusi subiti sono avvenuti 3 anni prima dell'inchiesta. Tra questi, una dozzina di ragazzi e ragazze precisano ancora di subire, al momento dell'inchiesta, una situazione abusante.
NUMERO DI EPISODI ABUSIVI SUBITI DALLA VITTIMA
Per quanto riguarda la frequenza degli abusi, l'episodio abusante costituisce un avvenimento unico per 97 ragazze (59,5%) e 29 ragazzi abusati (65,9%). Delle recidive sono state descritte più frequentemente negli abusi con contatto fisico che negli abusi senza contatto. Queste recidive sono importanti, 6 volte più per quasi il 10% di queste vittime.
LEGAMI CON L'ABUSANTE
Sull'insieme delle attività sessuali abusanti per cui queste precisazioni sono state ottenute, 139 (62,1%) sono state da parte di persone conosciute dalle loro vittime. La proporzione degli abusi commessa da un membro della famiglia (in senso largo) era più elevata nelle ragazze (20,5%) che nei ragazzi (6,3%). Inversamente, la proporzione degli abusi commessa da una persona conosciuta ma non apparentata era più elevata nei ragazzi (64,6%) che nelle ragazze (39,2%). Gli abusi senza contatto fisico erano più frequentemente da parte di sconosciuti (58,3%) di quelli con contatto (27,7%).
SESSO DELL'ABUSANTE
In totale, 191 (90,1%) dei 212 abusi di cui è stata data informazione, sono
stati commessi da uomini che agiscono da soli, senza differenza rilevante tra le
diverse categorie di abusi . I ragazzi hanno descritto di più l'abuso con
contatto fisico commesso su di loro da una donna (27,8%) rispetto alle ragazze
(1,9%).
ETA' DELL'ABUSANTE
Su 201 abusanti la cui età approssimativa è stata indicata dai partecipanti,
71 (35,3%) avevano meno di 18 anni all'epoca dei fatti.
TIPOLOGIA
Tutti gli abusi sessuali potenzialmente sono gravi. Tuttavia, se possono essere
causa di sofferenza e di oltraggio alla salute del bambino, non presentano tutti
lo stesso grado di gravità a questo riguardo sia la gravità delle conseguenze
che la probabilità del loro sopraggiungere variano secondo il tipo di
situazione. E' dunque di primaria importanza tentare di precisare i fattori di
gravità e definire una tipologia degli abusi sessuali del bambino,
corrispondente a questi fattori.
Parecchie recenti pubblicazioni hanno passato in rivista i fattori associati
alla gravità degli abusi sessuali del bambino. Tra questi differenti fattori,
solo qualcuno sembra giocare un ruolo indipendente: questi sono il tipo di
abuso, la relazione tra l'abusante e la vittima e la loro differenza di età.
L'effetto di questi fattori è modulato da elementi circostanziali aggravanti,
l'utilizzazione di violenza fisica o di minacce e da elementi post-abusivi
protettori, lo svelamento della situazione e la risposta data a queste
rivelazioni.
Così abbiamo cercato di stabilire a partire dai nostri dati una classificazione
degli abusi sessuali basati su questi fattori di gravità. Tre gruppi principali
di situazioni sono state schematicamente distinte:
- Esibizionismo o aggressione sessuale, da parte di un adulto.
- Abuso di un adolescente da parte di un coetaneo.
… Abuso di un bambino da parte di un adulto, con contatto e penetrazione
Questa suddivisione mostra situazioni ben caratterizzate nel loro profilo e
senza Dubbio, molto differenti riguardo alle loro ripercussioni sulla salute e
alle loro implicazioni per la prevenzione.
RIVELAZIONE DEGLI ABUSI DA PARTE DELLE VITTIME
Tra i 242 adolescenti che hanno riportato almeno un abuso sessuale, 122 ragazze
(63,5%) e 25 ragazzi (41,7%) e hanno parlato con qualcuno, in modo non
significativo in funzione del tipo di abuso. Tra queste, 7 ragazze (ma nessun
ragazzo) non sono state credute. Un quarto dei ragazzi e delle ragazze
dichiarano di essere stati aiutati. Per i ragazzi, il tipo di abuso sessuale
(con o senza contatto) non era significativamente legato agli effetti dello
svelamento; per le ragazze, in compenso, si notano significative differenze
secondo il tipo di abuso: 38,6% delle ragazze, avendo subito abusi senza
contatto sono state aiutate in seguito allo svelamento, contro il 15%,
rispettivamente 33,3% di quelle che hanno subito toccamenti o una penetrazione.
Le ragazze vittime di toccamenti o di penetrazione , più frequentemente hanno
domandato al loro interlocutore di conservare il segreto (64,9% e 47,6%) di
quelle vittime di abusi senza contatti (22,7%). Gli amici (e) sono stati i
confidenti privilegiati (23,3% dei ragazzi ed il 27,6% delle ragazze), seguiti
dalle madri (21,7% dei ragazzi e 27,6% delle ragazze) poi dai padri e dai
fratelli. Gli altri interlocutori, specialmente i professionisti, sono stati
sollecitati meno frequentemente. La scelta dell'interlocutore era legata al tipo
di abuso. In modo generale, si costata che più è grave l'abuso (toccamenti,
penetrazione) più le vittime hanno la tendenza a confidarsi con i loro amici e
meno con uno dei genitori. Invece, non si osserva alcuna relazione tra le
vittime di abuso, tra il fatto di aver ricevuto una informazione e la frequenza
dello svelamento.
VALUTAZIONE DEL QUESTIONARIO DA PARTE DEI PARTECIPANTI
Più dell'80% dei partecipanti ha trovato il questionario "utile", interessante e "chiaro". Le ragazze lo hanno giudicato "imbarazzante" più spesso dei ragazzi e i ragazzi "troppo lungo" o "noioso" più frequentemente delle ragazze.
CONCLUSIONI
- La ricerca epidemiologica sugli abusi sessuali nel bambino è possibile
presso i giovani, sia sul piano scientifico (metodologia) che umano (approccio
etico).
- La questione rimane aperta sul fatto di sapere a partire da quale età e a
prezzo di quali aggiustamenti dello strumento investigativo queste ricerche
possono essere condotte.
- I dati raccolti costituiscono una base preziosa in vista di confronti
regionali ed internazionali, così che per la valutazione dell'impatto di
eventuali programmi preventivi.
Con una prevalenza di abusi sessuali di ogni ordine del 10,9% nei ragazzi e
33,8% nelle ragazze, si può affermare che:
- Gli abusi sessuali nel bambino costituiscono a Ginevra un reale problema di
salute pubblica;
- Ginevra e (probabilmente) la Svizzera non ne sono più risparmiate degli Stati
Uniti o della Finlandia;
- Una riflessione dovrebbe essere avviata sulla opportunità di intraprendere
delle misure preventive e/o terapeutiche, e sulla natura di queste misure. La
diversità delle situazioni osservate, dovrà essere integrata in una
riflessione sulla natura delle misure da prendere, sia sul piano della
prevenzione sia degli interventi terapeutici.