Il Mattino di Napoli 19/12/2001

Cassazione: è stupro anche se la donna non si oppone
Non opporsi alle «voglie degli aggressori» e mantenere un comportamento di «supina sottomissione» non significa necessariamente che è stato accettato il rapporto sessuale. Anche se non c'è stata un'opposizione evidente nei confronti degli aggressori può comunque sussistere lo stupro. È quanto si evince da una sentenza della Cassazione (la n. 45083) che ha annullato con rinvio la decisione della Corte d'appello, sezione minorenni, di Catania con la quale cinque minori, accusati di violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona nei confronti di una ragazza, erano stati assolti.
La Corte d'appello di Catania, capovolgendo la sentenza del tribunale, aveva annullato le condanne dei cinque minori sulla base del fatto che la giovane «aveva seguito i suoi aggressori senza ribellarsi» e «avrebbe continuato a frequentare i suoi stupratori anche dopo l'episodio delittuoso».
Contro l'assoluzione si è opposto in Cassazione il Procuratore generale della Corte d'appello di Catania, ritenendo oltretutto «inverosimile che la ragazza sia stata consenziente agli amplessi e poi abbia accusato falsamente di violenza i compagni di piacere solo per una presunta e non dimostrata paura dei genitori».
E in effetti l'Alta Corte, allineandosi alle considerazioni della pubblica accusa, ha rinviato il caso sottolinenando come «il comportamento di supina sottomissione non è di per sè elemento sufficiente per escludere che la vittima sia stata coartata nella sua libertà sessuale, poichè la violenza - hanno evidenziato - può sussistere anche se la vittima, in considerazione della sua personalità e della sua capacità di reazione, non si oppone alle voglie dei suoi aggressori».