Domenica, 13 Maggio 2001

Telefona da Vicenza la signora ...

Telefona da Vicenza la signora Tina Furegon. «Sono la mamma di tre bambini di 9,7 e 4 anni. Trovo che a Vicenza, città che sostiene di essere a misura d'uomo, non si faccia abbastanza per i più piccoli. Mia cugina vive in Emilia, a Parma, e mi racconta sempre di tutto quello che l'amministrazione pubblica organizza per i bambini nell'arco dell'anno. Cinema, teatro, animazione per le strade, occasioni d'incontro per i bambini con delle Nurseries gratuite in pieno centro. Senza parlare della scuola, dove ci sono impianti adeguati, parchi gioco, bagni adatti per i nostri figli. Proprio così: conosco un genitore che si lamenta sempre perché la sua bambina non riesce a fare la pipì in piedi nella "turca", l'unico gabinetto a disposizione in quell'istituto. Qualcuno potrà obiettare che il teatro per bambini a Vicenza esiste. D'accordo, ma vuoi mettere gli spettacoli per bambini e ragazzi che danno all'Astra? Sono difficili da capire, poco divertenti. Niente a che vedere per esempio con il Teatro gioco vita che una volta ho seguito a Bologna, che metteva in scena spettacoli fatti appositamente per un pubblico di bambini, con streghe, clown, palle colorate, musiche adatte all'infanzia e non a un pubblico di melomani.

Vogliamo dire due parole anche sui cinema? Raramente nell'arco di un anno sono in programmazione film adatti a un pubblico di bambini. Come ha fatto notare qualche mese fa un lettore sulla stampa locale, quando ci sono film per bambini cosa ti combinano? Inseriscono prima dell'inizio del film un trailer riguardante film per adulti, oppure una pubblicità violenta. Infine vorrei dire che i parchi gioco di Vicenza non sono sufficienti per soddisfare tutte le esigenze dei quartieri periferici che negli ultimi anni sono molto cresciuti. Come è noto molta parte della popolazione ha via via lasciato il centro e si è trasferita all'esterno. Quindi oggi il vecchio Campo Marzio, che una volta era il ritrovo preferito di tutti i bambini di Vicenza, non basta più. E' difficile arrivare in città e io non posso prendere l'autobus con tre bambini per portarli a giocare in centro. Quindi abbiamo bisogno di parchi gioco anche nella cintura esterna della città».