PEDOFILIA

Un padre

preoccupato

Caro direttore,

in questi ultimi tempi si fa un gran parlare di pedofilia, con arresti clamorosi, anche di insospettabili, e scoperte shoccanti di siti internet contenenti cose che fanno rabbrividire la gente per bene. Ma vorrei parlare di questo problema visto da un'angolazione diversa, che mi fa fare riflessioni amare.

Sono sposato e padre felice di due bambini di otto e sei anni. Non ho mai avuto problemi nel rapportarmi a loro, come genitore e come amico, per quanto, in quest'ultimo caso, la differenza d'età possa permetterlo. Il fatto incredibile è che da qualche tempo, quando li accompagno a scuola, mi scopro preoccupato di fare un sorriso o anche solo di salutare (l'ho sempre fatto) i compagni e le compagne di classe dei miei figli che magari si stanno avviando da soli verso la classe. E se un mio sorriso, o anche solo un mio saluto, venisse male interpretato? Me lo chiedo sempre più spesso, evidentemente suggestionato da questo clima di "caccia al mostro": clima giustificato, sia chiaro, perchè la cronaca dimostra che i "mostri" esistono poi davvero.

Magari quello che capita a me capita anche a qualche altro genitore: aver paura di salutare un bambino, paura dello sguardo di qualcun altro che potrebbe fraintendere. Ora mi ritrovo ad accompagnare i miei bambini e, al ritorno, a camminare non dico a testa bassa ma certo distogliendo lo sguardo dagli amichetti dei miei bambini che magari mi avevano pure salutato. Risultato paradossale, uno di loro ha chiesto a mio figlio: "Cosa gli prende a tuo papà? Gli ho detto ciao e non mi ha neppure risposto. Un po' maleducato, non pensi?".

I fatti tristi che leggiamo sui giornali possono avere "effetti collaterali" impensabili. Io, e sono sicuro, ne sono una vittima.

B.A.

Vicenza