Francia, tredicenni in carcere, l'ok del Consiglio costituzionale francese
di Paul Ricard (info@vita.it)
30/08/2002
Manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, poi anche i bambini di
meno di 13 anni in Francia potranno essere sottoposti a carcerazione preventiva
E' fatta: manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, poi anche i
bambini di meno di 13 anni in Francia potranno essere sottoposti a carcerazione
preventiva e per gli adolescenti dai 13 ai 16 anni si apriranno le porte dei
'centri di rieducazione chiusi'. Il Consiglio costituzionale francese ha
approvato nella sostanza l'intera legge Perben sulla giustizia, avanzando solo
''qualche riserva d'interpretazione'' e bocciando senza appello il ricorso
presentato dai socialisti dopo che il testo era passato in Parlamento all'inizio
di agosto. A nulla sono valse le riserve espresse dagli operatori che lavorano
con minori difficili contro una legge che non tiene in considerazione neppure
l'allarme lanciato dai responsabili delle prigioni. Da mesi i secondini
denunciano di non essere piu' in grado di gestire una situazione di
sovraffollamento ''che crea condizioni di vita disumane'' sia dentro che fuori
le celle. ''La campagna per le elezioni legislative e presidenziali ha posto in
prima linea la lotta all'insicurezza e alla delinquenza - si inquieta Francois
Carlier, dell'Osservatorio nazionale delle prigioni - Sulla magistratura
l'impatto e' stato fortissimo e le condanne al carcere sono diventate molto piu'
numerose. Cosi' oggi abbiamo 56.385 detenuti contro i 49.718 di gennaio ... In
una cella di nove metri quadrati vengono stipati tre condannati, i materassi
stanno sul pavimento ... In queste condizioni ogni difficolta', ogni problema
viene esarcerbato''. Anche i sorveglianti denunciano che ''la situazione e'
diventata esplosiva. Sono in continuo aumento i casi di violenza tra detenuti,
di suicidio e di aggressione di secondini ... L'attuale 'strategia' carceraria
e' irresponsabile e il nuovo orientamento della politica penale, la cosiddetta
'tolleranza zero', non risolve nulla''. Anzi. Porta in carcere per poco tempo
persone con pene lievi che quando escono hanno spesso subito vessazioni da parte
dei veri criminali e hanno di conseguenza accumulato ulteriore rabbia e
aggressivita' nei confronti della societa'. ''Un atteggiamento di sola
repressione - spiega Francois Hulot, sindacalista - serve solo a mettere in
pericolo il personale degli istituti di pena ... Il governo ha promesso nuove
prigioni, che non saranno pronte prima del 2005-2006. Per quell'epoca ci saranno
45-50.000 posti letto. Ma gia' ora il numero dei detenuti e' vicino a 60.000 e
con la 'tolleranza zero' non potra' che aumentare''. Una deriva pericolosissima
in cui verranno catapultati d'ora in poi bambini e adolescenti. Anche numerosi
deputati di destra hanno ammesso che oggi come oggi ''il carcere e' la scuola
del crimine''. Ma la maggioranza del centro-destra sia in Senato che
all'Assemblea generale e' tale che le voci di dissenso non si sono quasi
sentite.