La prima regola è denunciare sempre e comunque quando ci si trova di fronte ad un abuso su un minore.

Lettera pubblicata nel GDV il 11/11/2002

Egr. Direttore, desidero rispondere pubblicamente alla lettera di lunedì 28 ottobre “dal momento della denuncia ho avuto tutti contro”. Siamo un’associazione di Vicenza, no-profit, che difende i diritti dei bambini, e cerchiamo di divulgare una nuova cultura per l’infanzia. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare dal nome dell’associazione, S.O.S. Infanzia, a noi si rivolgono soprattutto adulti, donne e uomini, che hanno subito abusi nella loro infanzia o che, come questo padre che ha scritto, si sono trovati loro malgrado a fare i conti con la problematica “pedofilia”. E’ vero che chi denuncia si trova sempre isolato, come è vero che il rischio è anche quello che l’intera famiglia denunciante subisca ulteriori violenze, materiali, psicologiche, morali, a volte pure fisiche. La nostra associazione ha ricevuto e riceve diverse testimonianze in merito, e il nostro continuo aggiornamento, fatto di testimonianze, di ascolto ed esperienze vissute, ci porta a dedurre che nella maggioranza dei casi chi denuncia riceve trattamenti e conseguenze simili a quanto descritto nella lettera del 28 ottobre. Ed allora perché denunciare?  Perchè noi possiamo anche constatare e riferirti, caro papà, cosa provano, cosa vivono, quelle vittime e quei genitori di vittime che non hanno agito come te, ma che, per un motivo o per l’altro, non hanno denunciato. E’ una devastazione psicologica che dura tutta una vita, un peso che ci si porta dentro che causa difficoltà relazionali e disturbi, fisici e psicologici, a volte anche gravi ed irreparabili. Abbiamo capito che grazie a te, e a tante altre persone come te, che pagano in prima persona la propria onestà intellettuale, il proprio senso civico e morale, grazie a voi i bambini hanno una speranza, hanno degli adulti che sanno dare voce al loro urlo nel silenzio. E’ un urlo che trova sfogo in persone adulte responsabili e consapevoli, come te, e non trova invece dei mezzi uomini debosciati e vigliacchi, che per loro tornaconti personali fanno finta di niente e si tappano naso, bocca e orecchi. Il naso per non sentire il fetido odore di vigliaccheria, la bocca per non parlarne con nessuno, gli orecchi per non sentire le richieste di aiuto dei bambini. In queste famiglie sono state nascoste violenze inaudite e si nascondono tuttora, anche qui a Vicenza. Sono quegli adulti ai quali i bambini, quando lo fanno, si rivolgono senza ottenere risposte adeguate, e quando non lo fanno, questi adulti non se ne accorgono nemmeno, inadempiendo al loro compito di uomini prima e genitori poi. A noi giungono le testimonianze di questo urlo, di tutti quei bambini che sono stati costretti a tacere le violenze e gli abusi subiti e che purtroppo ancora oggi sono zittiti per salvaguardare famiglie dalla faccia pulita, persone dall’apparenza integerrima, che possono continuare a far loro del male grazie all’omertà di certi familiari. E’ questo che possiamo consigliare a chi si trova di fronte ad un abuso su un minore: prima regola denunciare sempre e comunque. Solo così la vittima avrà la possibilità di capire chi ha subìto e chi è il colpevole. Solo in questo modo si potrà dare inizio ad un percorso riabilitativo, terapeutico, e di rielaborazione del trauma, che dura anni ma che è sempre positivo. Se non diamo questa unica chance alle vittime, resteranno eterne vittime di soprusi, prima del pedofilo e poi dei parenti, con tutte le conseguenze del caso. E grazie a questa scelta, di denuncia, anche i genitori potranno guardarsi allo specchio per tutto il resto della loro vita, vedendo riflessa l’immagine di uomini, non di burattini manovrati dalla codardia. Per quanto riguarda poi la vicenda processuale, noi siamo tra i promotori di una iniziativa di proposta legislativa: non concedere il patteggiamento(mai) a chi si macchia di simili delitti, e che il reato di abuso sui minori non cada mai in prescrizione. Il Vaticano ha già deliberato che il termine di prescrizione per i suoi tribunali, in merito alla pedofilia, sia di 10 anni dopo il compimento del diciottesimo anno di età, e noi vorremmo che la giustizia civile andasse oltre, non ponendo termine. E questo non solo per la vittima che potrà vedere riconosciuto il suo stato di vittima, non solo per dare la possibilità a chi non è stato aiutato nell’infanzia a trovare la considerazione di una società civile, ma anche perché, come descritto dal lettore, per fermare questi pedofili che continuano a perpetrare il loro disegno criminoso per tutta la vita. Fino a quando non trovano chi ha il coraggio di denunciare. Tua figlia, caro papà, probabilmente non avrebbe conosciuto tali nefandezze, se prima di te ci fosse stato qualche adulto responsabile che avesse fermato quel pedofilo. Come dici tu, tutti hanno nascosto la testa sotto la sabbia, come hanno fatto i tuoi cosiddetti “fratelli”. A persone come te, bisognerebbe fare un monumento, e credo tu abbia fatto la scelta migliore, chiudendo la porta con quel passato che non ti appartiene. I fratelli non si scelgono, gli amici si. Sono scelte dolorose ma è l’unica strada per il bene dei nostri figli. Noi stimiamo che le denunce siano solo 5 su 100 casi di abuso che rimangono sommersi. Ma dal giorno della tua denuncia, grazie a persone come te, le cose stanno cambiando. Almeno se ne parla. Come in questo quotidiano, dove le lettere che parlano della tematica sono sempre più numerose, le associazioni di volontariato come la mia, i convegni che si fanno, la sensibilità dei mass-media, tutti concorrono a creare una nuova cultura per l’infanzia, nel tentativo di far emergere il fenomeno degli abusi nascosti, taciuti. Probabilmente noi non vedremo una società diversa, ci vorranno più generazioni per cambiare questa cultura adultocentrica. Dobbiamo impegnarci e lavorare perché i figli dei nostri figli trovino degli adulti migliori. Adulti senza maschere, senza divise di uomini “perbene”, adulti sensibili ed attenti ai bisogni dei più piccoli dei più indifesi, e non solo a parole ma con fatti ed impegni precisi pronti ad intervenire nei modi più opportuni per interessi superiori, quelli dei bambini. Non ci sono carriere che tengano, non ci sono facciate di buone famiglie da tutelare. Queste sono solo scuse per nascondere la propria insicurezza ed impreparazione, a spese di chi non ha colpa, i nostri bambini. Ci vorrà del tempo. Noi ci stiamo provando ed in tal senso, tra tante altre attività, abbiamo costituito un “Movimento per l’Infanzia” che vede oltre a noi e a F.I.A.B.A. di Vicenza altre 8 associazioni d’Italia, attive in  Piemonte, Sardegna, Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Abruzzo, Campania. Noi siamo tutti volontari, ma il lavoro è molto ed abbiamo bisogno di tutte le persone di buona volontà, per dare senso e proposta al calvario di tutte le vittime e di tutti quegli adulti che stanno dalla parte dei bambini. La tua forza di reclamare, potrà trovare un suo naturale e propositivo sfogo in questo contesto, per dare vigore e spinta all’impegno di tanti volontari, a favore di molti altri bambini come tua figlia. Siamo una grande famiglia dove troverai dei veri fratelli e sorelle. Ti aspettiamo, per un reciproco aiuto.

Associazione S.O.S. INFANZIA ONLUS VICENZA

 www.sosinfanzia.org     sosinfanzia@sosinfanzia.org     Il Presidente Graziano Guerra