segnalato da Antonietta


       I piccoli non pagano 

 

I bambini - come si dice impropriamente - non pagano. 
Ma riflettendo, ci si accorge che è un'espressione inesatta.
I modi di pagare sono tanti.
E non sempre quelli adottati dagli adulti sono i più saggi.

Qualcuno corregge allora la frase dicendo più giustamente:
"I bambini pagano quanto appagano".

Ricordo una sera, nella hall dell'albergo dove mi trovavo,
si presentano alcuni americani a fissare una stanza.
Erano un papà, una mamma con il figlio di pochi mesi.
Ho potuto assistere ad una significativa conversazione
tra il portiere dell'albergo e il turista:

-"Cosa desidera?"

-"Una stanza".

-"Quanti siete?" - domandò il portiere.

-"Siamo in tre".

-"Mi dispiace…ma nell'albergo non c'è posto:
abbiamo libera solo una stanza matrimoniale."

- "Grazie.! Per noi va proprio bene; la prendiamo."

- "Ma se siete in tre?…"

- "Siamo marito e moglie e - aggiunse sorridendo -
il piccolo di pochi mesi che non occupa spazio, dorme con noi."

- "Allora - acconsentì il portiere - tutto è a posto.
Per noi il bambino è come se non ci fosse. Non deve nemmeno pagare".

Colpito dall'espressione, stringendosi al petto il figlioletto
e stampandogli in fronte un grosso bacione, il padre gli sussurrò:
"Per loro tu non esisti e quindi non paghi…:
ma per noi…sei la nostra vita,…non paghi, ma quanto ci …appaghi!"

         In albergo i piccoli non pagano perché, non occupano spazio,
né sporcano piatti: dormono nel letto della mamma;
mangiano in braccio alla mamma e dalla porzione della mamma.

I bambini sotto i cinque anni, che non superano il metro d’altezza,
non pagano neppure sul tram. Paga la mamma per loro.
O meglio, nel prezzo della mamma è compreso il loro prezzo.

         “Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete”.
Ecco perché chi si fa piccolo entra, si salva, è tranquillo...
perché entra, paga, si salva col “prezzo” di Gesù.

                                                     Padre Andrea Panont o.c.d.