Ho appena terminato di leggere il gazzettino di sabato 24 marzo. Notizie sulla pedofilia. L’arresto dell’ex professore che ritraeva minori per filmini porno, gìà condannato per atti di libidine, sentenza patteggiata.
E brava la polizia. Siamo dotati di organi istituzionali eccellenti, peccato che poi il loro sforzo sia vanificato dal garantismo assoluto per gli imputati, qui in Italia. Come spesso accade, chi viene processato per abusi sui minori, chiede il patteggiamento, magari offrendo pure un risarcimento del danno, in termini economici, usufruendo così dello sconto di pena concesso dalla legge. Forse non tutti sanno, che a questi maledetti personaggi è permesso di patteggiare dalla legge. E’ loro permesso di usufruire di sconti di pena, anche quando la vittima rifiuta il risarcimento, basta che il giudice riconosca all’imputato la volontà di risarcire il danno. Come dire che pagando, chi usa violenza sui bambini, ripara. Forse è giunto il momento che anche in sede legislativa si faccia sentire la voce di chi grida nel silenzio, dando vita a normative più serie per gli abusanti. Non serve aumentare le pene, già sono congrue, l’importante è che queste vengano applicate, e che non siano un’ulteriore inganno per le vittime. Quasi sempre da pene di 5-6 anni si arriva, con tutti i benefici, alla famosa condizionale e nessuno di questi perversi finisce in galera. Pensate che chi violenta bambine di 5 anni, magari per anni, se la cava con la condizionale. Pensate ora a quella povera bambina, che ha subito un’accurato esame psicologico dal tribunale, e che poi, dopo varie fasi del processo, si ritrova il suo aguzzino libero, che la deride per strada. Perché loro, i pedofili, vengono pure coperti dalle loro amicizie, dai loro torbidi “compagni di gioco”. Loro non si vergognano di nulla. Figuratevi se chi abusa dei bambini, ha paura dei commenti. Anzi, chi si nasconde sono le vittime, con i sensi di colpa che queste persone malvage inculcano. Chi rimane solo, sono le famiglie delle vittime. Abbandonati da tutti perché hanno avuto il coraggio di denunciare. Adirittura la famiglia della vittima è isolata, oltraggiata per strada, offesa, grazie anche al tacito ed omertoso silenzio di tanti parenti, della vittima e del pedofilo. Ora che siamo in campagna elettorale, avete sentito qualcuno che parli di pedofilia? Di programmi per l’infanzia? Di regolamentare il sistema giudiziario e processuale per questi abominevoli esseri umani? E’ un’argomento scomodo, per qualsiasi politico. E’ questo forse l’esempio, lo stimolo per far si che altri abusati, e sono molti, denuncino? Ad esempio credo si dovrebbero escludere dalla possibilità del patteggiamento tutti gli imputati per pedofilia, e che il risarcimento diventi un obbligo dell’imputato, e non un favore che questo fa alla vittima. E sappiamo tutti, che questi favori li fanno a se stessi, per diminuire la pena. Dei loro favori, le vittime, non ne vogliono più sapere. Ora vogliono la giustizia, non la farsa.
Un genitore che ha denunciato un pedofilo. (puntualmente l’imputato ha patteggiato. Da 5 anni di pena base, usufruisce della condizionale, ed è libero).